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Cina-Hong Kong: cresce in modo drammatico l’emigrazione

Li Zhen, Epoch Times, 28.07.2014

HONG KONG — Migliaia di cittadini di Hong Kong stanno ora cercando di creare il loro futuro altrove. Lo rivela la marea di emigrazioni che si stanno verificando sulla scia dei recenti avvenimenti politici.

Secondo gli agenti per l’emigrazione, i fattori che stanno convincendo le persone a lasciare Hong Kong includono la scarsa qualità dell’aria, il caro prezzi per gli appartamenti, l’ambiente competitivo nell’educazione dei bambini e le condizioni stressanti di vita. Tuttavia, la vera causa della recente ondata emigratoria sembrano essere i cambiamenti politici.

Mary Chan, membro a pieno titolo della società canadese dei Consulenti Immigrazione e capo della filiale di Hong Kong dell’agenzia di immigrazione internazionale Rothe Internazional Canada, ha detto che negli ultimi due mesi, la sua attività è aumentata dal doppio al triplo del lavoro.

Il 10 giugno, il regime cinese ha pubblicato un libro bianco nel quale rivendica maggiore autorità rispetto agli accordi politici fatti in precedenza con Hong Kong in base al principio di ‘un Paese, due sistemi’. Tale principio doveva rimanere in vigore per 50 anni dopo il passaggio di Hong Kong dal Regno Unito alla Cina, avvenuto nel 1997.

La gente di Hong Kong ha risposto con rabbia e almeno 500 mila persone hanno partecipato alla annuale marcia del 1° luglio per la democrazia, nonostante gli intermittenti e forti acquazzoni.

Dopo la marcia del 1° luglio, il numero di richieste di emigrazione attraverso il sito web dell’agenzia della Chan è salito drammaticamente dalle 2o 3 fino a 10 o più richieste al giorno. Dato che non c’è abbastanza personale per far fronte a tali richieste, la società ha inviato lettere ai clienti suggerendo che se hanno fretta, dovrebbero provare con altre aziende. Allo stesso tempo, stanno progettando di assumere più persone per espandere l’attività.

Il numero di domande che la società ha ricevuto quest’anno è il doppio dello scorso anno. All’inizio del 2014, l’azienda ha deciso di aumentare il costo del servizio del 40 per cento, al fine di selezionare i clienti ed evitare un grande carico di lavoro.

L’esperienza della signora Dong alla Jade Land Properties, una società immobiliare specializzata nella vendita di immobili canadesi a Hong Kong, sembra parallela a quella della signora Chan. A fine giugno la Jade Land ha tenuto una expo immobiliare per Vancouver (Canada) a Hong Kong e la risposta è stata travolgente. La fascia di prezzo principale per le case presenti andava da 413 mila a 482 mila euro.

Circa il 60 per cento dei partecipanti aveva già molta familiarità con Vancouver.

«Molti di loro hanno cittadinanza canadese e sanno molto bene i prezzi delle case in diverse aree di Vancouver», ha detto la Dong. «I partecipanti hanno pianificato sia di tornare in Canada che di migrare in Canada e hanno in programma di acquistare una casa prima del completamento del processo di emigrazione».

«La gente può sentire che Hong Kong è cambiata, non è più l’Hong Kong di una volta», ha detto la Chan. «Pensateci, Pechino ha promesso di non cambiare in 50 anni. Tuttavia, le persone più o meno hanno notato il cambiamento. Il processo di assimilazione alla Cina è stato avviato, ma ci potrebbero essere alcune persone che non possono accettarlo».

Secondo l’ufficio di sicurezza nella prima metà del 2013 circa 4.000 persone sono emigrate da Hong Kong. Nella prima metà del 2014, quel numero è salito del 10 per cento. Ma non è noto quanto siano aumentati i numeri da quando è stato rilasciato il libro bianco.

FUGA DI CERVELLI

Le prime tre destinazioni per gli ex cittadini di Hong Kong sono l’Australia, gli Stati Uniti e il Canada. Negli ultimi anni anche Taiwan, Corea del Sud, Asia Sud-orientale ed Europa sono diventate aree bersaglio dell’emigrazione.

Secondo l’esperienza della Chan con gli immigrati verso il Canada, Hong Kong sembra subire una sorta di ‘fuga dei cervelli’.

Il Canada ha attualmente lavoratori qualificati, commercio specializzato e programmi di immigrazione che offrono classi per acquisire esperienza lavorativa (le classi offrono l’immigrazione a persone che hanno esperienza di almeno un anno di lavoro in Canada in un lavoro qualificato o tecnico).

Dopo la marcia del 1° luglio, la Chan ha detto che i richiedenti attuali dei programmi qualificati di immigrazione in Canada sono tutti di classi benestanti, come dirigenti scolastici, banchieri, esperti di pubblicità, tecnici di aerei ecc. La maggior parte dei candidati sono coppie in cui entrambi gli individui hanno un master.

«Alcuni hanno addirittura tre lauree, ci sono anche persone con dottorati di ricerca, che normalmente guadagnano oltre 96 mila euro all’anno», ha detto la Chen.

Recentemente, gli stranieri che hanno vissuto a Hong Kong per anni hanno fatto domanda per l’immigrazione in Canada anche per le loro famiglie. Secondo la Chan, in passato, questo tipo di caso era molto raro.

La Chan ha detto che l’agenzia ha anche gestito casi di emigrazione per alcune celebrità.

«Hanno davvero un buon reddito. Non immagineresti mai che se ne vogliano andare anche perché nessuno li riconoscerebbe laggiù, e non sarebbero in grado di guadagnare quel tipo di reddito. Ma hanno intenzione di ritirarsi in ogni caso, anche se non sono vecchi. Come dice il proverbio, hanno fatto abbastanza, quella è la mentalità», ha detto la Chan.

FUNZIONARI

La Chan ha inoltre rivelato che anche dei funzionari di Hong Kong con posizioni alte si sono uniti all’ondata di emigrazione, ma normalmente mantengono un basso profilo.

Questo tipo di richiedenti di solito non gestiscono il processo da soli.

«Fanno tutti in modo che le loro mogli o segretari ci consegnino i loro documenti», ha detto la Chan. «Non è conveniente per loro mostrare i loro volti e non vogliono che gli altri li vedano. Oltre ai funzionari di Hong Kong, ci sono anche funzionari cinesi. Capisco che la Cina non è stata molto stabile di recente. Se le loro mogli hanno un background aziendale, allora possono fare la richiesta loro stesse».

C’era anche un cliente che affermava di essere stato il parente di un alto funzionario cinese che si era appena dimesso.

«Anche se alcuni funzionari comunisti preferivano andare in grandi Paesi come gli Stati Uniti o in Canada e così via, nel caso non soddisfacessero i criteri, l’agenzia prontamente gli avrebbe suggerito di andare in Paesi più piccoli nel Mar dei Caraibi, perché le approvazioni di attività sono più libere ed è più facile ottenere la residenza in futuro in quei Paesi», ha detto la Chan.

Nella filiale di Hong Kong della Rothe International Canada, circa il 30 per cento dei clienti vengono dalla Cina continentale, il resto sono di Hong Kong.

Il signor Chen, 26 anni, è un fotografo che ha rilasciato un’intervista a Epoch Times in strada nel quartiere centrale degli affari sull’ambivalenza che molti avvertono a Hong Kong.

«Sono ancora giovane e non ho pensato a emigrare. Lo prenderò in considerazione quando avrò 30 anni. Comunque, sono cresciuto qui, quindi sono emotivamente legato a Hong Kong», ha detto Chen.

«Posso sentire che Hong Kong ha perso una grande quantità di libertà e non è molto armonioso al momento. Dopo il rilascio del libro bianco possiamo sentire che il regime comunista vuole cambiare forzatamente Hong Kong, il che è davvero una brutta cosa. Se mai mi venisse il desiderio di lasciare Hong Kong, sceglierò Taiwan o il Canada».

Fonte,Epoch Times; http://www.epochtimes.it/news/hong-kong-cresce-in-modo-drammatico-l-emigrazione—126796

English version,click here:

Emigration Out of Hong Kong Increasing Dramatically [1]