CINA – Guiju: la morte dei rifiuti hi-tech

Dove vanno a finire la grande maggioranza dei rifiuti tecnologici dell’Europa e del mondo?
La città cinese di Guiyu ( vedi foto) è una gigantesca discarica nella quale uomini, donne e bambini passano 10 o 12 ore al giorno in piccole officine scaldando i circuiti integrati sopra stufe a carbone per sciogliere lo stagno che tiene saldati i componenti elettronici. Questi vengono successivamente riutilizzati per costruire nuove tecnologie. Guiyu non è l’unica città cinese coinvolta.
Più a sud di Guiju c’è Panyu, specializzata nelle buste di plastica e più a nord Taizhou che trasforma le bottiglie di plastica in pellets.
Sebbene la UE bandisca l’esportazione di rifiuti tecnologici e la Cina l’importazione, la legge viene aggirata da alcune aziende che esportano questi rifiuti camuffandoli per tecnologie di seconda mano.
L’aspetto più preoccupante della vicenda è che i fumi velenosi provenienti dalla scioglimento degli acidi potrebbero compromettere seriamente la salute delle generazioni future.

Secondo la ricerca della vicina Shantou University, infatti, è stato dimostrato che 135 su 165 bambini di Guiyu, tra gli 1 e i 6 anni- ovvero l’82 % – soffrono di avvelenamento da piombo, in grado di provocare danni celebrali.
Video sconvolgente:
http://multimedia.quotidiano.net/video/esteri/nella-citta-cinese-di-guiyu-discarica-di-rifiuti-tech-del-mondo-si-riciclano-componenti-per-rivender-qn-41058
Fonti: TMnews, Agora Ambiente 31 Maggio 2013

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