Cina: guerra a cristianesimo e valori occidentali

In Cina c’è forte preoccupazione da parte del presidente Xi Jinping per la penetrazione culturale da parte dell’Occidente e per l’aumento del numero di Cristiani nel Paese. Alcune proiezioni dicono che entro quindici anni la Cina potrebbe diventare la nazione con il maggior numero di cristiani al mondo e superare in questa speciale classifica Usa, Brasile e Messico.

La Cina è uno degli ultimi Paesi comunisti al mondo, è simbolo per antonomasia dell’ateismo di Stato e fino a qualche anno fa metteva in atto vere e proprie persecuzione anti-religiose. Ora invece si trova di fronte al dilagare del cristianesimo, religione che secondo Pechinoè strettamente legata ai valori tipicamente occidentali, a partire dal concetto di “democrazia”.

Tuttora la maggior parte delle persone protestanti o cattoliche resta perseguitata e vive la propria religiosità in maniera clandestina. non si possono conoscere dati precisi anche perché la censura del governo cinese impedisce di fornire i numeri reali della crescita dei seguaci del cristianesimo. II sociologo Yang Fenggang, autore di numerosi studi sulla storia delle religioni in Cina, calcola però che nonostante l’ostilità politica di Pechino entro il 2030 i cristiani cinesi potrebbero sfiorare i 250 milioni, rispetto ai 61 del 1949, anno della vittoria della rivoluzione comunista.

Xi Jinping ha seguito con attenzione e preoccupazione i viaggi in Asia di Papa Francesco che nelle sue visite inCorea del Sud, Sri Lanka e Filippine ha ottenuto il permesso di sorvolare la Cina e ha inviato la sua benedizione al popolo cinese. Ricordiamo che le relazioni tra Pechino e Santa Sede sono interrotte dal 1951 e che var isegnali di apertura bilaterale si alternano ad altrettanti stop. le questioni in ballo sono diverse: rapporto tra Papa e Dalai Lama, nomina di vescovi cinesi, rapporto del Vaticano con Taiwan e Hong Kong. Insomma questioni religiose, ma soprattutto politiche sono il tema di discussione e sono anche fonte di preoccupazione per Xi Jinping.

Preoccupazione che non si ferma all’aspetto religioso. Infatti Pechino si sta lanciando in una campagna anti-occidente a tutto campo che sembra far sprofondare il Paese indietro di diversi anni. Un esempio su tutti. Negli ultimi anni nelle università cinesi si studia su testi in lingua inglese o tradotti dall’inglese e ogni anno decine di migliaia di studenti cinesi vanno all’estero a perfezionarsi dopo essersi formati su quei manuali.

Ora il governo di Pechino vorrebbe censurare quei testi e ha mandato delle ordinanze a tutte le università affinché venga accentuato l’insegnamento del marxismo e del socialismo per assicurarsi che questi valori “entrino nelle teste degli studenti”. Il ministro dell’istruzione cinese ha poi detto chiaramente alle istituzioni universitarie di “non consentire mai che libri di testo che promuovono valori occidentali entrino nelle nostre aule”.

Insomma una guerra a tutto campo che vuole impedire che valori considerati ostili al partito e allo Stato vengano promossi nelle Università. Una battaglia contro l’Occidente in tutte le sue forme che appare un po’ anacronistica, ma che deve far riflettere e preoccupare tutti.

DirettaNews,12/02/2015

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