CINA: Giudici Corte Suprema difendono la pena di morte,”è radicata tra la gente”.[Video]

Giudici della Corte Suprema cinese il 20 dicembre 2018 hanno svolto una rara difesa della pena di morte, dicendo che il principio “una vita per una vita” è radicato tra la gente.

Il giudice Li Xiao ha detto ai giornalisti che nonostante gli sforzi per ridurre le esecuzioni, la Cina non può abolire il sistema e che si rischia di far arrabbiare l’opinione pubblica che, a suo dire, sostiene in modo schiacciante il suo uso.

“Per migliaia di anni, il principio di ‘una vita per una vita’ è stato profondamente radicato nella gente comune”, ha detto il giudice durante una visita promozionale alla Corte Suprema.
“Se rendessimo pubblica la cifra delle esecuzioni la gente comune direbbe che i giustiziati sono troppo pochi”.

Gruppi per i diritti affermano  che le riforme non riescono a garantire processi equi,una  protezione contro gli abusi dei diritti ed a limitare l’uso della pena di morte.  Amnesty International martedi ha affermato  che la Cina non riesce a limitare l’uso della pena di morte nemmeno ai reati più gravi, in linea con le norme internazionali.

Il numero di persone giustiziate in Cina ogni anno è un segreto di stato e sono di difficile quantificazione. Le organizzazioni internazionali per i diritti umani stimano che le persone giustiziate in Cina  tramite la pena di morte sono circa 2000.

La Corte Suprema del Popolo è responsabile della revisione e l’approvazione di tutte le condanne a morte prima di essere eseguite.

Un numero record di stati membri delle Nazioni Unite il 17 dicembre scorso ha sostenuto durante la votazione finale una risoluzione chiave dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, che chiedeva una moratoria sulle esecuzioni in vista dell’abolizione della pena di morte.

Sono stati 121 (dei 193 Stati membri delle Nazioni Unite) che hanno votato a favore della settima risoluzione per una moratoria sull’uso della pena di morte, nella sessione plenaria dell’Assemblea Generale a New York; mentre 35 hanno votato contro e 32 si sono astenuti. Nel dicembre 2016 – si apprende da Nessuno Tocchi Caino – i voti a favore erano stati 117.

Questa risoluzione è stata proposta dal Brasile per conto di una task force interregionale degli stati membri e co-sponsorizzata da 83 stati. La Guyana è stato il terzo paese a rompere il blocco dell’opposizione caraibica di lingua inglese; la RDC è tornata all’astensione, il Pakistan e la Libia si sono aggiunti nel voto a favore. Il Suriname è tornato al voto a favore.

Ecco i 35 stati che hanno votato contro la moratoria

Arabia Saudita
Afghanistan
Bahamas
Baharain
Bangladesh
Barbados
Belize
Botswana
Brunei
Cina
Corea del Nord
Egitto
Etiopia
Grenada
India
Iran
Iraq
Jamaica
Giappone
Kuwait
Maldive
Nauru
Oman
Papua Nuova Guinea
Qatar
Saint Kitts e Nevis
Saint Lucia
Saint Vicent
Singapore
Sudan
Siria
Trinidad Tobago
Stati Uniti d’America
Yemen
Zimbabwe

Fonti: Nessuno Tocchi Caino 02/01/2019, SCMP, Repubblica.it

English article,SCMP:

China’s death penalty is popular and releasing data will fuel calls for more executions, judge says

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