Cina, il giornale Caixin chiede libertà di parola: oscurato

Il magazine è noto in tutto il Paese per i suoi reportage in campo economico e finanziario. Malvisto dalle autorità, è sempre riuscito a sopravvivere grazie al sostegno e al rispetto dei suoi lettori. Un’intervista a un deputato, che chiede la possibilità di intervenire “senza censure” all’Assemblea nazionale del Popolo, viene fatta sparire. In risposta, il giornale pubblica un articolo per raccontare la censura del Partito.

Un articolo pubblicato dal magazine cinese Caixin denuncia la censura delle autorità e racconta l’oscuramento di un’intervista sulla libertà di parola. Si tratta di un rarissimo caso di sfida alle autorità da parte della stampa nazionale, per la stragrande maggioranza al servizio o succube del Partito comunista. Il giornale è noto in tutto il Paese per i suoi reportage in campo economico e finanziario. Malvisto dalle autorità, è sempre riuscito a sopravvivere grazie al sostegno e al rispetto dei suoi lettori.

Nel testo apparso lo scorso 7 marzo si racconta l’intervista a Jiang Hong, delegato presso la Conferenza consultiva politica del Popolo cinese, in atto in questi giorni nella capitale. In essa il deputato chiede che ai membri del consesso venga concesso di “parlare con libertà”. Il politico spiega che “a causa di alcuni eventi, ogni rappresentante è timoroso e non vuole esporsi troppo”. L’intervista è stata pubblicata lo scorso 5 marzo.

Le autorità dell’Amministrazione per il cyberspazio hanno prima oscurato l’articolo, e in un secondo momento hanno contattato il giornale per avvertirli che nell’intervista “vi sono contenuti illegali che violano la legge e i regolamenti”. Interpellato, Jiang ha definito la censura “terribile. Non riesco a capire cosa vi fosse di illegale”. Tuttavia, il Caixin non ha mollato e ha raccontato tutto due giorni dopo la censura. Anche questo secondo testo, apparso nella versione inglese del sito, è stato prima oscurato e poi cancellato del tutto.

Nel febbraio 2016 il presidente cinese Xi Jinping ha visitato le redazioni dei maggiori giornali nazionali. Questo tour sembra confermare il suo desiderio, annunciato da diversi analisti, di asservire del tutto la stampa. In effetti, il leader comunista ha chiesto più volte ai giornalisti di “allearsi con il governo” per sconfiggere “i valori occidentali [come la libertà di stampa ndr] inadatti alla società cinese”.

Asia News: 09/03/2016

English article.Asia News:  Caixin magazine censored for demanding freedom of speech

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