CINA – GHANA:Proteste nel Guangxi, accuse dal Ghana contro i cercatori d’oro cinesi

Circa 160 di loro sono stati arrestati nel Paese africano per illegalità. In solo tre anni le miniere d’oro controllate dai cinesi sono divenute 2mila, facendo guadagnare 2-3mila dollari a persona, con una presenza di oltre 50mila cinesi. Accra li accusa di usare metodi inquinanti fiumi e laghi; la popolazione locale li accusa di sfruttamento, stupro e disprezzo.
Pechino (AsiaNews/Agenzie) – Centinaia di abitanti della contea di Shanglin (Guangxi) sono pronti a una serie di manifestazioni per spingere il loro governo a fare qualcosa per i loro familiari, cercatori d’oro in Ghana, accusati di visto illegale, angherie e stupri verso la popolazione locale.
Già ieri il gruppo di Shanglin hanno dimostrato davanti agli uffici del governo portando cartelli fra i quali spicca: “l’ambasciata cinese in Ghana non fa nulla”.
Gli abitanti della contea raccontano che molti loro familiari ancora nel Paese africano telefonano dicendo di aver paura di assalti, vandalismi, furti e di avere paura per la loro vita.
Giorni fa le autorità ghaneane hanno arrestato 160 cinesi per bloccare la loro industria mineraria illegale. In effetti nel Paese, la maggioranza degli imprenditori minerari sono cinesi – almeno 50mila – e quasi tutti provenienti dalla contea di Shanglin.
Il servizio di immigrazione in Ghana spiega che gli arrestati hanno il permesso di soggiorno scaduto e che nessuno di loro è stato maltrattato.
Anche delle testimonianze a Shanglin ammettono che le loro miniere in Ghana sono illegali: “Chiediamo scusa di questo – dicono – ma supplichiamo il governo centrale di fare qualcosa”.
Fino a tre anni fa vi erano solo 10 miniere gestite da cinesi in Ghana. Poi è scoppiata la “febbre dell’oro” per la facilità con cui si incamerano enormi guadagni con pochissimi investimenti. E gli abitanti di Shanglin hanno organizzato una vera e propria società per azioni, con viaggi di andata e ritorno dall’Africa e con sempre nuovi investimenti. Ora vi sono almeno 2mila miniere che fruttano fino a 3mila dollari Usa o più al giorno e a persona.
Per le leggi del Ghana, gli stranieri non possono essere proprietari di risorse naturali. I cinesi hanno trovato ghaneani che si offrono a divenire proprietari di nome, anche se infrastrutture e soldi vengono dai cinesi.
I locali però accusano i cinesi di sfruttarli per fare i lavori più faticosi e di dare loro cibo avariato o insufficiente. Altri li accusano di abusare delle operaie donne e di avere disprezzo verso di loro, trattandoli “come dei cani”.
Tali accuse sono confermate anche da personalità cinesi ritornate in patria, che puntano il dito contro quella che ormai viene definita “la banda di Shanglin”.
Il governo del Ghana ha accusato gli arrestati anche di usare metodi di estrazione non autorizzati, che inquinano fiumi e laghi. Da parte sua, l’ambasciata cinese in Ghana si è preoccupata che i prigionieri siano trattati bene e ha inviato una missione di esplorazione.

Fonte Asianews, 07 Giugno 2013

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