Cina, fra i danni della legge sul figlio unico c’è anche la schiavitù sessuale

Il governo americano presenta il Rapporto sul traffico di esseri umani e retrocede Pechino al grado di “Tier 3”, ovvero una nazione che “non limita (e a volte sostiene) il traffico di esseri umani e il commercio delle donne”. Alla base di questo fenomeno ci sono aborti forzati e sterilizzazioni, che hanno riempito il Paese di uomini che non possono trovare una moglie. L’appello di Women’s Rights Without Frontiers a Obama e Xi Jinping.

Pechino – Oltre a un disastroso squilibrio sociale e a un pericolosissimo disavanzo economico che rischia di mandare in frantumi i conti del Paese, la famigerata legge sul figlio unico in vigore in Cina ha indotto il governo locale a tollerare (e in alcuni casi sostenere) il traffico di esseri umani e la schiavitù sessuale. È la denuncia contenuta nell’ultimo Rapporto sul traffico di esseri umani presentato dal governo americano, che ha retrocesso Pechino al grado di “Tier 3”.

La sigla indica quelle nazioni che non operano in alcun modo per limitare la “nuova schiavitù”, quella sessuale, o il commercio di uomini e donne attraverso i confini nazionali. Insieme alla Cina vi sono Iran, Sudan e Corea del Nord. Il governo cinese ha reagito definendo la classifica “un giudizio arbitrario”, ma le maggiori Ong che operano nel campo sono d’accordo con la decisione americana.

Reggie Littlejohn, presidente di Women’s Rights Without Frontiers (Wrwf), dice: “Invece di prendersela con Washington, i funzionari cinesi dovrebbero fare qualcosa per limitare il traffico di esseri umani, che aumenta in maniera drammatica”. Secondo il Rapporto Usa, alla base di questo fenomeno c’è la legge sul figlio unico che – insieme alla tradizionale preferenza dei cinesi per i figli maschi – ha creato uno squilibrio sessuale nel Paese che ha generato la “necessità” di ricorrere alla schiavitù sessuale e al commercio delle spose.

Secondo gli esperti cinesi di demografia, in Cina nascono 117 neonati maschi ogni 100 femmine: una sproporzione che si scontra in maniera violenta con la media mondiale di 104 maschi ogni 100 femmine. Dal 1978 è consentito un solo figlio ai residenti urbani e due ai contadini. Il Paese è passato dai 5,83 figli per coppia negli anni ’70 a 2,1 bambini nel 1990 per arrivare agli 1,3 attuali. Al momento, stimano gli esperti, ci sono circa 40 milioni di maschi “senza alcuna possibilità” di sposare una concittadina.

Alla luce di questi dati si capisce perché sia aumentato lo schiavismo: “Donne e bambine dai Paesi confinanti – si legge nel Rapporto – arrivano in Cina con l’inganno o con la violenza per scopi sessuali e riproduttivi. Fra le nazioni più colpite vi sono Myanmar, Vietnam, Laos, Mongolia e Corea del Nord”. In maniera particolare causa “preoccupazione e dolore” il caso delle nordcoreane, che se vengono trovate in territorio cinese possono essere rimpatriate e subire la pena di morte. Per questo non hanno modo di chiedere aiuto.

Il Wrwf ha scritto una lettera aperta a Barack Obama e Xi Jinping in occasione del loro primo incontro bilaterale per chiedere di intervenire contro la legge sul figlio unico, fonte di tutti questi mali: “Questa politica brutale causa ogni giorno violenze atroci contro donne e bambine in Cina, è la peggiore in vigore in tutto il pianeta. È una violenza sponsorizzata dal governo. Vi chiediamo di intervenire per fermarla, dato che per ogni caso che viene alla luce ce ne sono migliaia che rimangono nell’anonimato”.

Secondo i dati della Ong, nel 2012 in Cina si sono verificati 14,37 milioni di aborti indotti: un quarto del totale mondiale. Dalla sua introduzione il numero stimato di aborti forzati è di 200 milioni. Inoltre la maggior parte delle donne costrette a subire questa violenza finisce sul tavolo operatorio più di una volta, e questo causa – secondo uno studio medico condotto da Cui Limin – “danni serissimi” alla gravidanza che si riesce a portare a termine.

Nella lettera aperta ai due leader, la Littlejohn scrive: “Presidente Xi Jinping, siete in una posizione unica per fermare questa violenza orribile. Presidente Obama, lei ha vinto il premio Nobel per la pace: per favore, faccia qualcosa fermare la pianificazione familiare coercitiva in Cina”.

AsiaNews, 25 Giugno 2013

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