Cina. Dissidente Gao denuncia torture ”inimmaginabili”

CINA, PECHINO – Nella prima intervista rilasciata dopo cinque anni di silenzio l’avvocato e dissidente cinese Gao Zhisheng ha denunciato di essere stato torturato a colpi di scariche elettriche e di essere stato tenuto in totale isolamento per tre anni.

 

Nella foto l’avvocato e dissidente cinese Gao Zhisheng

Condannato nel 2006 a tre anni di prigione per incitamento alla sovversione, imprigionato una seconda volta nel 2010 un anno dopo essere stato rilasciato e dall’anno scorso in libertà vigilata, Gao – in un’intervista all’Associated Press – ha affermato di aver sofferto soprattutto per le “torture psicologiche” che gli sono state inflitte, che ha definito “inimmaginabili”.

Gao, 52 anni, è stato uno dei primi avvocati cinesi ad impegnarsi sul terreno dei diritti civili, ed è entrato in rotta di collisione con le autorità quando ha iniziato a difendere esponenti della setta religiosa del Falun Gong perseguitati dalle autorità e cristiani che avevano rifiutato di aderire alle associazioni religiose controllate dal governo.

In precedenza, tra il 2000 e il 2001, Gao Zhisheng era uno dei giovani avvocati più stimati di Pechino e lo stesso ministero della Giustizia gli aveva reso omaggio inserendolo nella lista dei “10 migliori avvocati” del Paese. Quando è stato rilasciato, nel 2014, parenti e amici lo hanno descritto come un uomo distrutto, capace a malapena di reggersi in piedi e di articolare frasi di senso compiuto. Dopo aver subito una serie di angherie, la moglie e i due figli sono emigrati clandestinamente negli Usa nel 2009 ma Gao ha affermato di non volerli raggiungere.

“So che mia moglie soffre ma non posso farci niente – ha spiegato – capisco le persone che sono perseguitate che hanno lasciato la Cina e sono contento per loro, ma io non sono uno di loro. Non posso andarmene”. “Ogni volta che uno di noi esce dalla prigione vivo è una sconfitta per i nostri nemici”, ha aggiunto Gao nell’intervista che è stata rilasciata alcuni mesi fa con la condizione che non sarebbe stata pubblicata fino a quando non avesse terminato la stesura di due libri e avesse inviato i testi agli editori che li pubblicheranno all’estero.

In seguito, Gao ha inviato all’AP copie dei manoscritti con l’autorizzazione a pubblicarne degli estratti. L’avvocato, che è cristiano, ha affermato di essere stato salvato dalla sua fede religiosa. “Ho pensato anche di mollare e di dedicarmi alla mia famiglia ma quella di rimanere in Cina è una missione che mi ha dato Dio. Il dissidente, proposto per il premio Nobel per la Pace, ha precisato di essere stato ripetutamente colpito al volto con un manganello elettrico dopo il suo secondo arresto.

In uno dei manoscritti afferma di aver perso conoscenza e di aver sentito la sua stessa voce come se fosse quella di un estraneo. “Senza dubbio il suono proveniva da me. Non so come descriverlo, era come l’ululato di un cane quando gli pestano la coda. In altri momenti come il lamento di un cucciolo che viene appeso per la coda”. Gao sostiene di aver sviluppato la capacità di creare una barriera mentale che gli impediva di provare dolore.

E’ un’abilità speciale che ho acquisito – ha raccontato – e che mi ha permesso di sopravvivere nei momenti difficili”. I ministeri cinesi della Pubblica sicurezza, della Giustizia e degli Esteri non hanno risposto ai fax che gli sono stati inviati nei quali gli si chiedeva di commentare le dichiarazioni di Gao.

Blitz Quotidiano,23/09/2015

English article,BBC News:

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