Cina: crimini contro la coscienza!… la natura della persecuzione

Perché crimini contro la coscienza? Perché tutte queste atrocità? A che scopo tutta questa crudeltà? Perché tanta gente muore e si sacrifica e subisce immani sofferenze? Perché non accettano dei compromessi? Se il bene e male possono essere oggetto di compromesso, perchè avere bene e male? Se il bene può crollare di fronte al male, su cosa si baseranno valori e principi?

La coscienza, la capacità innata di riconoscere la bontà, è la vera essenza dell’umanità. Tutto il resto, persino i nostri “diritti inalienabili”, possono esserci portati via con la forza.

L’alterazione delle nostre coscienze, per quanto piccola, deve ricevere il consenso dall’interno.

La coscienza definisce dunque la natura umana e il diritto alla coscienza è il fondamentale diritto dell’essere umano.

Perciò nessun crimine è peggiore del crimine contro la coscienza. La persecuzione messa in atto dal regime cinese contro il Falun Gong, contro i Monaci Buddhisti, contro i Sacerdoti e contro chiunque è rinchiuso nei LAOGAI non viola solo il diritto alla coscienza degli uomini, delle donne ma è anche un’aggressione che mira alla distruzione della natura umana. Il proposito è quello di terrorizzare le persone inducendole ad agire “attivamente” contro la propria coscienza e a sottomettersi unicamente agli ordini del PCC. Coerentemente, durante i 60 anni di dominio e di persecuzione, i dittatori del PCC hanno apertamente annunciato alla nazione che solo il 5% della popolazione è preso di mira e che il restante 95% è al sicuro. Questo fa emergere la parte peggiore della natura umana – cercare ad ogni costo di far parte di quel 95%, anche se a farne le spese sono parenti e amici, e chiudere gli occhi sui diritti di quel 5%. Quel 5%, naturalmente, è ruotato così spesso che l’intera nazione è stata costretta alla sottomissione. E questo è esattamente l’effetto voluto delle persecuzioni del PCC: costringere le persone ad agire contro la loro coscienza e a supportare le azioni malvagie del PCC. La sfortuna maggiore è che questi crimini contro la coscienza si alimentano e si perpetuano da soli: più continuano e più persone si abituano ad agire contro la loro stessa coscienza.

Le foto mostrano esempi di torture alle quali vengono sottoposte, giornalmente, migliaia di persone rinchiuse nei Laogai.

Il seno della Signora Wang (foto in basso a sinistra) è stato colpito con due bastoni elettrici, nel “Campo di Lavori Forzati” di Masanjia. La Signira Wang è morta nel luglio del 2006.

Il Signor Wang Xinchun ( foto in basso a destra) ha perso i piedi a causa delle torture della polizia. Viene ancora molestato perché si rifiuta di abbracciare il pensiero e il credo del PCC.

Fonte: The Coscienze Foundation & The Falung Gong Human Rights Working Group, 17 aprile 2013

(Rielaborazione Foto e Testo di Gianni Taeshin Da Valle)

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