Cina: condannati e poi rilasciati otto cristiani della chiesa di Sanjiang, che ne ostacolavano la distruzione

I fedeli protestanti hanno cercato invano di impedire la demolizione del proprio luogo di culto. Un tribunale locale li giudica tutti colpevoli sulla base di confessioni che, secondo i presenti, sono state estorte con la violenza.

Pechino (AsiaNews) – Il Tribunale del Popolo di Wenzhou ha condannato e poi rilasciato otto cristiani, fedeli della chiesa protestante di Sanjiang (provincia orientale del Zhejiang), che hanno cercato di fermare la demolizione del loro luogo di culto nell’aprile del 2014. I giudici hanno ritenuto tutti gli imputati colpevoli di “occupazione illegale di terreni agricoli” e “aver fomentato la folla per disturbare l’ordine pubblico”. Le condanne sono state poi sospese, e gli otto cristiani hanno lasciato su cauzione il tribunale.

Centinaia di fedeli si sono presentati davanti al tribunale per assistere al verdetto. Le forze di sicurezza presenti hanno impedito l’ingresso nell’aula della maggior parte dei cristiani. Uno dei fedeli, presente al momento della sentenza, dice a ChinaAid: “Zhao Rendi, responsabile dei cristiani del distretto Jiangbei, è stato condannato a tre anni di carcere. Gli altri a pene che vanno da diversi mesi a un anno”.

Le condanne poggiano sulle confessioni degli imputati, che si sono dichiarati tutti colpevoli. Tuttavia, diversi fra i presenti ritengono che le confessioni siano state estorte con la forza. Gli anziani della chiesa si sono detti “felici” che la pena sia stata sospesa, e secondo diversi esperti questa sentenza “è un compromesso fra chi vuole punire i cristiani perché cristiani e chi invece ha fermato la violenza contro le chiese”.

La campagna contro le croci e gli edifici cristiani è stata lanciata all’inizio dell’anno 2014, ovvero da quando Xia Baolong, segretario del Partito del Zhejiang ha notato che guardando lo skyline di Wenzhou, una delle metropoli della provincia, si vedevano “troppe croci”. I fedeli sospettano che il vero motivo è quello di ridurre l’impatto e l’influenza delle comunità cristiane, ufficiali e sotterranee, nella società cinese, che assiste a un incremento vertiginoso di conversioni.

Un altro motivo è che dal 2013 si è varato il piano per rendere il Zhejiang un’area di grande sviluppo economico entro il 2020. A causa di ciò, il governo provinciale sta attuando una campagna per “abbellire” la regione eliminando le strutture illegali. La campagna è chiamata delle “Tre revisioni e una demolizione”, indicando così la percentuale di edifici da distruggere, recuperando terreni da utilizzare per un ricco sviluppo edilizio. Il governo provinciale assicura che le demolizioni riguardano tutte le comunità e luoghi privati in modo indistinto. Ma è un fatto che la campagna prende di mira soprattutto i luoghi cristiani, anche quelli che sono stati edificati con tutti i documenti necessari e già approvati dal governo.

La protesta dei fedeli della chiesa di Sanjiang è iniziata lo scorso 25 marzo 2014, quando le autorità hanno definito la chiesa “illegale” dato che avrebbe violato i canoni di costruzione. Il 3 aprile le autorità locali hanno inviato un avviso formale alla congregazione protestante per avvertirla della demolizione “entro 15 giorni”, dato che la struttura “presenta rischi per la sicurezza”. Il governo ha inviato lo stesso giorno migliaia di agenti di polizia nell’area per “convincere” i cristiani a uscire dall’edificio e tenerli a bada durante la demolizione. Da allora, circa 3mila persone si sono date il cambio dentro e fuori dalla chiesa per impedire in maniera pacifica alle ruspe di iniziare la demolizione. La chiesa è stata poi demolita verso la fine di aprile 2014.

Fonte: AsiaNews, 28 mar 15

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