Cina, chiusa una prigione dopo le proteste

Lu Chen,Epoch Times, 30.04.2014

Il 28 aprile in Cina un centro di detenzione segreto è stato chiuso, dopo aver attratto l’attenzione nazionale e internazionale per aver detenuto alcuni praticanti delFalun Gong e in seguito alcuni avvocati per i diritti umani arrivati fino a lì per cercare di salvare quei praticanti.

Liu Jinbin, avvocato cinese, ha condiviso una nota e l’ha postata su Weibo, un piattaforma cinese simile a Twitter: «Il centro di lavaggio di cervello di Qinglongshan si è sciolto oggi! Tutte le persone detenute illegalmente sono ritornate a casa!».

Il seguente post scritto da @mianma, un utente di internet informato della chiusura da alcuni prigionieri rilasciati, «ci siamo sacrificati molto, specialmente gli avvocati e alcuni familiari provenienti da posti differenti.

Questo evento farà parte degli annali di storia!», è stato diffuso online ampiamente da un numero di avvocati per i diritti umani coinvolti nella lotta.

Nella fot0:27 marzo 2014: Dieci avvocati e cittadini protestano fuori dalla stazione di polizia di Jiansanjiang nella provincia dell’Heilongjiang, chiedendo il rilascio di alcuni avvocati per i diritti umani incarcerati per essersi opposti alla detenzione dei cittadini cinesi nelle prigioni segrete. Gli attivisti cinesi affermano che la struttura è stata chiusa il 28 aprile 2014. 

L’apparente chiusura della struttura segue mesi di sforzi da parte di alcuni attivisti e avvocati per i diritti umani da tutta la Cina che hanno scritto lettere e hanno viaggiato fino alla prigione, in alcuni casi accampandosi per la notte e protestando con lo sciopero della fame.

Comunque Liu Jinbin ha aggiunto che, nonostante la chiusura della struttura, sette persone sono detenute in un altro luogo. L’identità di queste sette persone non è stata chiarita immediatamente.

Quello che Liu ha chiamato «cento di lavaggio del cervello di Qinglongshan» in precedenza era formalmente chiamato «campo di educazione legale» e in esso ci lavoravano l’Ufficio generale dello sviluppo rurale e i funzionari di sicurezza pubblica della provincia dell’Heilongjiang, al confine con la Russia.

In generale le strutture extralegali di questo tipo sono chiamate prigioni illegali. Questa struttura è stata creata specificatamente per detenere praticanti del Falun Gong, una pratica spirituale tradizionale e per costringerli ad abbandonare la loro fede, spesso attraverso torture fisiche e mentali. Nel 1999 il Partito Comunista Cinese ha iniziato una brutale persecuzione del Falun Gong che coinvolge incarcerazioni di massa arbitrarie e torture diffuse.

Come risultato dei loro sforzi per assicurare il rilascio di tre praticanti del Falun Gong detenuti nella struttura di Jiansanjiang, sette praticanti e alcuni familiari, oltre a quattro avvocati per i diritti umani sono stati detenuti e picchiati, come riportato in alcune interviste.
Alcuni utenti internet hanno calcolato di aver riportato in totale 24 fratture, dopo essere stati picchiati e torturati dalla polizia

nella prigione illegale: Tian Jitian ha riportato la frattura di dieci costole, Jiang Tianyong di otto costole, Wang Cheng di tre costole e Zhang Junjie tre fratture vertebrali.

Il 22 marzo gli avvocati sono stati condannati a pene detentive che vanno da cinque a 15 giorni dall’Ufficio di sicurezza pubblica di JianSanjiang, per «aver usato religioni eretiche per danneggiare la società», in seguito alle proteste fuori dalla prigione illegale.

Tuttavia la loro detenzione ha portato dozzine di attivisti fuori dalla prigione, che per dieci giorni hanno campeggiato e hanno chiesto il loro rilascio. La polizia ha arrestato almeno 15 dimostranti.

La chiusura del centro anche se non è stata annunciata dai siti web ufficiali, ha eccitato molti utenti di internet e attivisti.

Uno dei commenti maggiormente riportati dice: «24 costole non sono state rotte inutilmente».

Fonte.Epoch Times-http://www.epochtimes.it/news/cina-chiusa-una-prigione-segreta-dopo-le-proteste—
126108

English version:
A Black Jail in China is Shut Down After Protests

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