Cina, cani e gatti di chi è in quarantena uccisi: il video choc della proprietaria di un corgi indigna il mondo

LA PANDEMIA Covid, la Cina due anni dopo: mistero sul virus e dati truccati sui. Due uomini, che indossano tute e visiere anti-Covid, entrano in casa tenendo in mano un sacchetto giallo ed un piede di porco. Oltre la metà – 84,39 milioni – ha già ricevuto la prima dose, mentre in 49,44 milioni hanno completato l’intero ciclo.

La notizia riportata su altre testate

Alcuni proprietari infatti non hanno ritrovato i loro cuccioli a casa al ritorno della quarantena perché il governo, senza autorizzazione alcuna, li aveva soppressi. (Il Gazzettino)

Anche i media ufficiali cinesi hanno sostenuto un trattamento clemente degli animali domestici malati: The Life Times, un giornale gestito dal portavoce del Partito Comunista People’s Daily, ha invitato il pubblico a non farsi prendere dal panico per la possibilità che gli animali domestici diffondano il virus perché «in una pandemia, gli animali domestici sono vittime del virus tanto quanto gli umani». (La Stampa)

Ma senza politiche più chiare in atto, per il momento, i proprietari di animali domestici possono contare solo su se stessi per proteggere i propri animali domestici Sono lì per uccidere qualcuno: il loro scopo è uccidere il cane di una donna momentaneamente fuori di casa perché in quarantena. (La Stampa)

Fonte: Informazione.it, 17/11/2021


 Grandezza e progresso morale di una nazione si possono giudicare dal modo in cui tratta gli animali. 

 Mahatma Gandhi

” Ma l’Italia non si indigna”…..anzi tutto tace……Arcipelago laogai.


Notizia in inglese, The Washington Post:

Chinese health workers killed a corgi while its owner was in covid quarantine, sparking widespread anger

Condividi:

Stampa questo articolo Stampa questo articolo
Condizioni di utilizzo - Terms of use
Potete liberamente stampare e far circolare tutti gli articoli pubblicati su LAOGAI RESEARCH FOUNDATION, ma per favore citate la fonte.
Feel free to copy and share all article on LAOGAI RESEARCH FOUNDATION, but please quote the source.
Licenza Creative Commons
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale 3.0 Internazionale.