Cina, boom di petizioni online. Crolla il sito nel giorno dell’esordio

Si modernizza l’ufficio che raccoglie, dai tempi della Cina imperiale, le richieste dei cittadini cinesi al governo centrale contro gli abusi dei poteri locali. Ma non regge l’urto del web: in due ore ben 46 milioni di contatti
PECHINO – Esordio col botto, è proprio il caso di dirlo, per il sito web sul quale i cinesi possono, da ieri, rivolgere le loro “petizioni” al governo centrale contro le ingiustizie subite localmente. Il sito è infatti crollato a causa della valanga di traffico che ha ricevuto – 46 milioni di contatti in un paio d’ ore – e che non è riuscito a sostenere. Il sito è rientrato in funzione nel pomeriggio.

Quella delle petizioni è una tradizione della Cina Imperiale rimasta in vita fino ad oggi. A Pechino esiste un ufficio, lo State Bureau of Letters and Calls, il cui compito è quello di ricevere le petizioni. I portatori delle petizioni sono spesso inseguiti e perseguitati dai poliziotti delle loro province di origine, che vogliono impedire che i loro diretti superiori vengano messi in cattiva luce agli occhi degli “imperatori” di Pechino.

L’uso di Internet è visto con scetticismo da Yuan Yulai, un avvocato che si occupa di diritti civili, che ha dichiarato: “I loro problemi sarebbero risolti molto più facilmente se nel paese esistesse un sistema legale che riscuote la fiducia dei cittadini”.

Repubblica.it ,02 Luglio 2013

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