CINA: Bao Tong: Il terzo Plenum comunista, momento di svolta (improbabile) per la Cina

di Bao Tong

La storia cinese insegna che il primo incontro plenario della nuova leadership è convocato per assistere alla transizione del potere; il secondo serve per il passaggio di consegne mentre è nel terzo che si scoprono le carte dei nuovi padroni del Paese. Ma gli arresti continui contro i dissidenti e i feroci abusi ai diritti umani della popolazione non lasciano grandi speranze per la leadership di Xi Jinping.

Pechino (AsiaNews) – Dal 9 al 12 novembre si terrà a Pechino l’attesa terza Sessione plenaria del 18esimo Comitato centrale del Partito comunista, il momento in cui la nuova leadership di Xi Jinping dovrebbe svelare cosa vuole fare del Paese nel prossimo futuro. Diversi funzionari di altro grado e Centri studi vicino al governo indicano nella riunione un “momento di svolta” che darà il via a “importanti riforme”. Tuttavia non si hanno ancora indicazioni precise.

Bao Tong – grande dissidente politico, amico e segretario personale di Zhao Ziyang ai domiciliari sin dai moti di piazza Tiananmen – spiega perché il “terzo Plenum”, nella storia cinese, sia il momento di svolta in cui le nuove leadership scoprono le proprie carte e traccia la rotta per una svolta nella politica cinese: rispetto dei diritti umani, della libertà di espressione e del territorio nazionale. Ma con una punta disincantata, dato che il Plenum stesso è tenuto segreto per motivi che “vanno tenuti segreti”: Di seguito il commento completo (traduzione in italiano a cura di AsiaNews).

Un altro periodo sensibile sta arrivando, e c’è tensione nell’aria. I conoscenti si incontreranno e si saluteranno l’un l’altro chiedendo “notizie” del terzo Plenum, anche se sanno che non ci sarà alcuna “notizia” data la stretta disciplina di segretezza imposta dal Partito comunista cinese. Ma chiederanno lo stesso.

Questo non sorprende. I terzi Plenum [dei vari Congressi nazionali del Partito] hanno sempre giocato un ruolo importante negli ultimi 30 anni. Le prime sessioni plenarie hanno fornito il teatro per la transizione del potere interna al Partito, mentre le seconde sono state dedicate al passaggio di consegne fra le amministrazioni. Secondo le nostre caratteristiche cinesi, i leader in uscita utilizzano questo passaggio di consegne per fare un rapporto; non c’è spazio per sangue giovane o per un clima nuovo. Quindi è difficile scoprire se stanno per avvenire dei cambiamenti, almeno fino alla terza sessione plenaria.

Quindi non possiamo fare alcuna previsione? Possiamo e non possiamo, in realtà. Non possiamo perché non è ancora iniziato, e quindi non possiamo escludere alcune variabili. Ad esempio durante il terzo Plenum del 1978, c’era una variabile impazzita. Chen Yun, Tan Zhenlin, Hu Yaobang e compagnia insistevano sul fatto che dovesse essere discusso l’Incidente di Tiananmen dell’aprile del 1976 [ovvero le proteste popolari per la decisione della Banda dei Quattro di impedire il lutto pubblico per il defunto premier Zhou Enlai, divenute un’occasione per manifestare contro il potere politico ndt], insieme a una serie di altre questioni importanti poste dalla storia passata.

La richiesta [di discutere gli eventi passati] fu di intralcio all’allora leader supremo Deng Xiaoping e al suo sodale Hua Guofeng, che avevano previsto una riunione del Plenum incentrata sul futuro, non impantanata nello sbrogliare i debiti della storia, e che avrebbe dovuto discutere di economia. Ma i dibattiti caotici che scaturirono da questa situazione diedero vita a un bonus inaspettato, e trasformarono un incontro triste e cerimoniale in una espressione di unità popolare.

Variabili del genere sono molto drammatiche, e non accadono molto spesso, tanto che è difficile prevederle. Ma queste sono anche dei segni rivelatori. Per esempio, possono rivelare se il terzo Plenum sia o meno in linea con le questioni vicine ai cuori della popolazione ordinaria. Credo che si possa dire con una certa sicurezza che quello che sta per aprirsi non è molto in linea con loro. Baso questa previsione con il fatto che lo stesso Plenum è tenuto segreto al pubblico. Su quali basi è tenuto segreto? Per ragioni che, a loro volta, sono segrete.

Il meglio che possiamo sperare è che questo incontro non sia dannoso per noi, e che quindi non ci sia bisogno di preoccuparsi. Tante persone vogliono sapere se sarà un “successo”. Credo che questo sia comprensibile. Il problema è stabilire cosa costituisca “un successo”. A questa domanda si possono dare due risposte, che al momento girano intorno alla questione. Una dice che “successo” significa la soppressione di ogni altra opinione diversa e il raggiungimento di aspettative soggettive. L’altra crede che “successo” significhi raggiungere un consenso comune su come trattare i difficili problemi quotidiani.

La prima risposta è un sofismo; la seconda un buon senso sociale. Secondo la prima risposta, è necessario lanciare una campagna contro “le voci e i pettegolezzi” per pulire internet, in modo da creare una piattaforma unificata di discussione; la seconda ritiene che le opinioni diverse dalle proprie siano valide e abbiano diritto a essere protette. Quindi potremo avere un’idea abbastanza ampia sulla direzione generale presa dal Plenum dal modo in cui il Plenum gestirà le diverse opinioni in corso d’opera.

Come cittadino sono naturalmente preoccupato della difesa dei diritti civili, e dal fatto che chi li ha violati protetto dal potere ufficiale finisca in carcere. Ma Wang Gongquan, attivista del “Movimento Nuovi Cittadini” – che difende i diritti del popolo per controllare l’esercizio del potere politico – è stato da poco formalmente arrestato. Fino a che rimane dietro le sbarre sulla base di accuse costruite a tavolino, non riporrò alcuna speranza sulla possibilità che “tenere il potere in gabbia” possa divenire realtà.

Allo stesso modo non ho alcuna speranza sul fatto che il sogno di “lottare contro la corruzione” possa divenire realtà fino a che Xu Zhiyong, che ha chiesto ai nostri leader di rivelare i propri interessi economici, rimane in una cella. Ed è difficile credere nel sogno dello stato di diritto in Cina fino a che vengono confermate le pene contro Ji Zhongxing [l’uomo che ha fatto esplodere una bomba all’aeroporto di Pechino], il venditore di strada Xia Junfeng e altri cittadini [l’autore si riferisce a fatti di cronaca in cui semplici cittadini hanno commesso atti di violenza perché esasperati dalle vessazioni dei pubblici ufficiali. Le condanne vanno dall’ergastolo alla pena di morte, e nei processi non si è mai discusso delle cause che hanno portato ai gesti violenti degli accusati.

È improbabile anche che il terzo Plenum sarà in grado di fornire il punto di equilibrio al quale potranno essere indirizzate le preoccupazioni riguardo le politiche interne e le forze esterne. La Cina ha una serie di gravi problemi, fra cui l’inquinamento totale del nostro territorio; uno squilibrio mai visto fra ricchi e poveri; acuti conflitti etnici e tanti altri gravi problemi lasciati irrisolti dalla storia. Ma la leadership non ha bisogno di assumersi la responsabilità di alcuno di questi problemi.

La responsabilità dell’attuale leadership dovrebbe essere quella di dire addio al passato e studiare nuove possibili rotte da intraprendere. Se la nuova amministrazione vuole legarsi al vecchio sistema, allora si tratta di un’altra questione ancora. E le opinioni espresse sopra diventano tutte superficiali. Ma dovremo aspettare fino a che il meeting non sia finito, per capire come stanno davvero le cose.

AsiaNews,02/11/2013

English Version:
http://www.asianews.it/news-en/Bao-Tong:-Third-Communist-Plenum,-(unlikely)-turning-point-for-China-29436.html

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