Cina, avvocati della difesa non presenziano all’udienza sul caso Falun Gong a Dalian

CINA — Undici avvocati hanno rifiutato di partecipare alla seduta di tribunale prevista per il 5 luglio nel Nord-Est della Cina, sfidando le autorità giudiziarie in quella che hanno definito una violazione della procedura in un procedimento politico a danno di tredici praticanti del Falun Gong, un’antica pratica spirituale che dal 1999 viene perseguitata in Cina.

Nella foto Chen Jian gang, avvocato cinese, regge uno striscione che chiede alla polizia della città di Dalian di aggiungersi a lui e ad altri avvocati per difendere 13 praticanti del Falun Gong di Dalian, che hanno dovuto pagare per aver installato antenne paraboliche in alcune residenze locali.

L’udienza è iniziata alle 8:30 presso il Tribunale distrettuale di Zhongshan nella città di Dalian. La procedura penale cinese prevede che agli imputati venga comunicato di comparire in tribunale 3 giorni prima del giorno previsto. Tuttavia, nessuno degli imputati ha ricevuto un tale avviso, cosa che ha spinto i loro avvocati ad affermare che «il giudice ha aperto una sessione illegalmente e proprio per questo motivo non saranno presenti», secondo quanto afferma un resoconto di New Tang Dynasty Television (Ntd).

Lo scorso luglio, settantanove praticanti della Falun Dafa sono stati arrestati dalle autorità di Dalian per aver installato delle antenne affinché i residenti ricevano Ntd, un’emittente indipendente in lingua cinese con sede a New York che effettua frequentemente reportage sulla persecuzione del Falun Gong e su altre violazioni dei diritti umani in Cina. Più di 10 praticanti sono stati condannati ai lavori forzati. In seguito un praticante e un suo parente sono morti, mentre tredici praticanti sono stati accusati dalle autorità di Dalian di essere membri del «personale tecnico» che «ha usato un’organizzazione religiosa malvagia per minare l’applicazione della legge», secondo quanto emerso da un resoconto di Ntd.

La causa, conosciuta come l’articolo 300 della legge penale cinese, è stata utilizzata per perseguire molti praticanti del Falun Gong ed è stata condannata dagli avvocati cinesi per la sua vaga formulazione e mancanza di una giurisdizione legale.

Liang Xiaojun, un avvocato del gruppo di difesa per il caso di Dalian, ha detto in un’intervista a Ntd che questa accusa è problematica perché fondata sul diritto, mentre la pratica del Falun Gong è ancora legale in Cina.

«Nel diritto cinese non c’è un solo articolo che vieta la pratica del Falun Gong». Alla riunione del Congresso Nazionale del Popolo nel 1999, è stata proposta una legge «ma non può essere attuata o applicata, perché è alla stregua di uno slogan di propaganda. È stata solo una decisione e non menziona specificatamente il “Falun Gong”».

Liang ha inoltre detto che l’accusa non ha alcuna applicazione per quanto riguarda l’installazione delle antenne paraboliche da parte dei praticanti di Dalian. «Prima di tutto, guardare Ntd Television è un diritto del cittadino, un diritto alla libera informazione. Questo è ciò che ogni cittadino in una società civile dovrebbe essere in grado di avere. La questione [dell’installazione delle antenne paraboliche, ndr] e l’accusa penale di “utilizzare un’organizzazione religiosa malvagia per minare l’attuazione della legge” sono due cose completamente indipendenti. Da un punto di vista giuridico, questa stessa accusa contiene delle grandi problematiche, in quanto si utilizza la legge per limitare il credo religioso e questo è oltrepassare la legge».

Il regime cinese detiene un numero incalcolabile di praticanti del Falun Gong nei campi di lavoro forzato e nelle carceri, dove vengono torturati fisicamente e mentalmente, a volte fino alla morte, secondo quanto emerso dalle ricerche di alcune organizzazioni per i diritti umani. Secondo Minghui.org, il sito web del Falun Gong, sono state confermate più di 3.600 morti dovute alla persecuzione.

La prima udienza di questo caso era prevista per il 12 aprile di quest’anno, ma il suo rinvio è stato notificato agli avvocati della difesa solo la sera prima. Il giorno dell’udienza, i parenti dei praticanti del Falun Gong che si sono riuniti presso il tribunale per presenziare all’udienza, sono stati arrestati e detenuti dalla polizia insieme a 2 degli avvocati del team legale per la difesa dei praticanti. Cheng Hai, uno degli avvocati di Pechino, è stato picchiato dalla polizia.

Le forze di pubblica sicurezza, all’udienza seguente del 21 giugno, hanno impedito l’entrata nel palazzo di giustizia agli undici avvocati che difendono i praticanti. Poliziotti in borghese e macchine della polizia barricavano l’ingresso. In quel giorno, 2 praticanti del Falun Gong che hanno accompagnato gli avvocati sono stati arrestati e detenuti, secondo quanto scritto in un resoconto da Minghui.org.

Il caso si sta dimostrando difficoltoso per le autorità giudiziarie cinesi, che in passato condannavano i praticanti del Falun Gong facilmente e in modo arbitrario. Nel corso della sessione del 21 giugno, il giudice ha ceduto agli avvocati della difesa, che hanno chiesto che i praticanti del Falun Gong non indossassero i vestiti della prigione, in quanto non erano ancora stati condannati per alcun reato. Dodici ore più tardi, quando gli avvocati hanno fatto notare che la salute dei loro clienti era troppo precaria per poter proseguire, l’udienza è stata rinviata ad iterim.

Articolo in inglese (English Version)

The Epoch Times, 08 Luglio 2013

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