CINA : aumentano le proteste in Guangdong, nonostante il giro di vite da parte della polizia e il blackout delle comunicazioni.

Le proteste contro il progetto di un inceneritore di rifiuti nella provincia di Guangdong, nella Cina meridionale, hanno raggiunto il culmine lo scorso martedì, quando, nonostante l’imponente dispiegamento di forze di sicurezza, i residenti del luogo hanno chiuso le attività commerciali e gli studenti hanno disertato la scuola.

Le proteste dei residenti 

Circa 20.000 persone, abitanti della citta di Feilaixia, vicino a Qingyuan, in Guangdong, sono scese per strada dopo diversi giorni di protesta, e malgrado fossero già avvenuti scontri con le squadre antisommossa.

I negozi sono stati chiusi e i gruppi di protestanti hanno accolto anche gli studenti delle superiori, che hanno saltato la scuola, a dispetto dei tentativi della polizia di presidiare le scuole.

Al grido di “Protesta! Protesta! Protesta!” e reggendo striscioni e cartelli, i dimostranti hanno sfilato pacificamente. Stando a quanto riportato dagli abitanti, la polizia ha arrestato più di 300 persone da inizio maggio.

Xie, un abitante di Feilaixia, martedì ha detto a RFA: “Oggi tutta la città è ferma; i taxi, i negozi, le altre attività, tutti sono per strada a scioperare. Non si trova nemmeno un piatto di pasta a volerlo.”

“I ragazzi non sono andati a scuola, e in questo momento ci sono circa 20.000 persone fuori dagli uffici governativi, un’enorme manifestazione di protesta.”

Pare che i dimostranti si siano preparati per una lunga attesa.

“Sorreggono striscioni… la gente del posto si è organizzata per dare una mano: ci sono auto che distribuiscono cibo e acqua (ai dimostranti) nel caso dovessero sentirsi svenire. Abbiamo comunque portato con noi acqua e biscotti.”

Numerose migliaia di persone sono rimaste in strada durante la notte, resistendo alle insistenze della polizia di disperderli.

Lo stesso informatore ha poi aggiornato RFA: “C’erano almeno 1.000 poliziotti. Hanno circondato la piazza, hanno rotto vetrine e hanno arrestato manifestanti… uomini, donne, persino bambini…Le persone che hanno iniziato la manifestazione sono ora in galera.”

La città nel mirino

Un’altra abitante di Feilaixia, Du, ha informato che un enorme cordone di sicurezza intorno agli uffici governativi della municipalità di Qingyuan significa che ora la protesta si concentra contro l’amministrazione della città di Feilaixia.

“Le autorità hanno chiuso tutte le strade, non possiamo entrare in città”; ha proseguito Du, “Quando siamo rientrati dalla città, la polizia ha controllato i documenti di tutti e chi veniva da Feilaixia è stato arrestato.”

“Siamo tutti in sciopero dalle nostre attività e gli studenti da scuola, se le nostre proteste non sortiranno effetto, allora dovremo probabilmente marciare di nuovo verso la città.”

“Non sappiamo come sfruttare i canali legali per lottare per i nostri diritti e le autorità ci hanno imposto un blackout delle comunicazioni.”

“Oggi un giornalista mi ha detto che hanno cercato di entrare in città per documentare la manifestazione, ma non sono riusciti ad andare oltre ai posti di blocco.”

He, un altro residente dell’area, sostiene che le autorità hanno sospeso l’accesso a internet nella zona.

“C’è una sorveglianza cibernetica strettissima. Abbiamo cercato di mandare un video con WeChat a un gruppo di amici di queste parti, ma è stato subito rimosso.”

“Chiediamo che il governo abbandoni i piani di costruire un enorme impianto di incenerimento rifiuti.”

Nessun commento dal governo

Un altro intervistato, Zhao, ha affermato che non tutti gli studenti delle superiori hanno partecipato alla manifestazione. “Alcuni portavano striscioni, ma altri sono stati forzati a rimanere in classe, e non sono riusciti a raggiungerci.”

“Al momento, nessuno dell’amministrazione locale è venuto a parlare con noi. Sembra una scena del crimine, è pieno di poliziotti.”

Liang, un altro dimostrante, conferma che nessuno è uscito dagli uffici governativi per parlare con la folla.

“Siamo migliaia qui, fuori dai loro uffici, eppure non uno esce a parlarci. Non è che hanno cominciato a lavorare sui piani per l’inceneritore…”

Liang conferma che il numero di persone arrestate da quando sono cominciate le proteste, a inizio maggio, ammonta a circa 300.

“Ad alcuni è stata data la pena amministrativa di 10 giorni”, riferendosi alle condanne brevi che possono essere applicate dalla polizia senza bisogno di processo.

Nessuno ha risposto ai telefoni degli uffici amministrativi di Feilaixia e Qingyuan.

Radio Free Asia,9 maggio 2017

Traduzione Andrea Sinnove,LRF Italia Onlus

English article,RFA:

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