Cina/ Architetto dissidente Ai Weiwei: Occidente aiuta il regime

L’architetto dissidente Al Weiwei, liberato ieri notte dopo tre giorni ai domiciliari, non rinuncia ad attaccare le autorità cinesi e accusa anche la comunità internazionale per avere “rinunciato a richiamare Pechino al rispetto dei valori fondamentali per paura di perdere qualche affare”. “L’atteggiamento globale fa pietà. Arrivano in Cina capi di Stato e di governo e nessuno osa pronunciare in pubblico le parole ‘diritti umani’. Come possono essere così miopi?” afferma l’architetto dissidente in un’intervista al quotidiano la Repubblica. Secondo Ai Weiwei, “Usa ed Europa sono responsabili” della “durata” e della “crescita” del regime cinese. Ma “governo e società cinesi non sono efficienti come si dice”, “si arricchiscono i funzionari del partito e i loro amici-schiavi. Non durerà a lungo e l’Occidente sarà il primo a pagare il crollo di questa Cina”, commenta ancora l’architetto. “La Cina è un luogo dove non esiste libertà di espressione, dove l’accesso alle informazioni è limitato dalla censura, dove non si svolgono elezioni e dove la giustizia dipende dalla violenza del potere. Il mondo deve capire cosa significa trasformare un luogo simile nella prima potenza del pianeta”, sottolinea Ai Weiwei.

Fonte: Ap com, 9 novembre 2010

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