Cina e Arabia Saudita hanno fatto arrestare 400 persone per la loro fede. Cosa ci fanno nel Consiglio Onu per i diritti umani?

Il Consiglio per i diritti umani dell’Onu ha come scopo quello di «rafforzare, promuovere e proteggere i diritti umani nel mondo», oltre che a «denunciarne le violazioni». Quest’anno sono entrati a far parte dei 47 Stati membri anche Cina e Arabia Saudita, che manterranno il loro posto fino al 2016.

L’ALLARME. «Siamo allarmati per l’evoluzione del Consiglio, che accetta come membri un numero sempre maggiore di paesi che commettono evidenti violazioni dei diritti umani e, in particolare, della libertà religiosa». Ogni riferimento a Cina e Arabia Saudita da parte dell’associazione “Diritti umani senza frontiere” (Hrwf) è ovviamente non casuale.
L’associazione ha appena pubblicato il suo ultimo rapporto sulle persone imprigionate nel mondo a causa della loro fede. Pechino e Riyad, manco a dirlo, primeggiano.

ALMENO 338 ARRESTI. La Cina è particolarmente attiva nell’incarcerare chiunque non risponda all’idea di religione del Partito comunista e nel 2013 ha imprigionato «gruppi non riconosciuti dallo Stato (come alcuni denominazioni protestanti minori, ndr), membri di culti malvagi (Falun Gong), fedeli che professano fedeltà a leader spirituali stranieri (cattolici e tibetani) e persone sospettate di separatismo (musulmani uiguri e tibetani).

Nel dettaglio, i funzionari del partito hanno fatto arrestare per la loro fede secondo i casi verificati direttamente da Hrwf almeno 92 protestanti (anche se secondo gli Stati Uniti sarebbero almeno 1.500 i fermati), 16 cattolici (tutti sacerdoti responsabili di intere comunità, tra cui il vescovo di Shanghai Ma Daqin), 22 tibetani, 50 uiguri e 158 membri del Falun Gong.

BLITZ CONTRO I CRISTIANI. L’Arabia Saudita non ha fatto certo meglio della Cina. L’8 febbraio 2013, infatti, ha arrestato 52 cristiani di origine etiope mentre si trovavano in una casa privata a pregare con l’accusa di tentata conversione di alcuni musulmani al cristianesimo. Riyad, denuncia il rapporto, protegge a parole la libertà dei cristiani di professare la loro fede in privato. Di fatto, però, la polizia religiosa effettua spesso blitz in case private, arrestando i cristiani.

ONU POCO CREDIBILE. Quando il Consiglio per i diritti umani dell’Onu è nato nel 2006, l’Assemblea generale affermò che «gli Stati membri avranno i più alti standard nella promozione e protezione dei diritti umani». Gli standard di Cina e Arabia Saudita, però, non sembrano così alti ed è per questo che, dichiarato Hrwf, «il miglior augurio per il 2014 è che questi Stati diano il buon esempio alle altre nazioni del mondo rilasciando i prigionieri di coscienza e garantendo la libertà religiosa».

Leone Grotti,Tempi.it,13/01/2014

Commento di Gianni Taeshin Da Valle, Laogai Research Foundation

L’ONU è attualmente composta da funzionari governativi o politici ed è una assemblea delle rappresentanze politiche dei diversi governi . Ognuno di queste è orientata a difendere l’interesse del proprio governo. Prendono in considerazione “ la mia nazione”, “la mia religione”, “la mia cultura”,ecc., invece di indirizzarsi al benessere dell’umanità su larga scala. Questo dovrebbe essere la loro priorità con interessi nel settore dell’ecologia, dell’energia, della salute e del tutto imparziale.

Se si analizza brevemente la sua struttura si può notare che è composta da 198 membri non permanenti di cui solo cinque permanenti, e sono i cinque principali Stati usciti vincitori dalla Seconda guerra mondiale:

Stati Uniti, Russia – che l’ha ereditata dall’URSS -, Regno Unito, Francia e Cina, solo questi cinque hanno il diritto di veto.

Il termine veto indica la facoltà di impedire, bloccare, rimandare una deliberazione da parte della maggioranza, riservato in seno al Consiglio di Sicurezza dell’ONU a ciascuno dei cinque membri. Questo accade quando uno solo dei suddetti membri si oppone alle deliberazioni del consiglio facendo mancare il suo voto. Ad esempio per ben 5 volte l’URSS appose il veto all’ingresso dell’Italia in seno all’ONU che, per questa ragione, fu ammessa solo nel 1955.

E’ chiaro che su tematiche riguardanti la salvaguardia dei diritti umani in ogni contesto la RUSSIA e la CINA proteggono i loro interessi di regime, ne consegue che le priorità dell’ONU sono ben altre.

L’ONU andrebbe organizzato con altri criteri. Uno dei tanti potrebbe essere quello che ogni Paese dovrebbe eleggere dei rappresentanti che non siano funzionari governativi e ne politici ma uomini e donne animati da uno spirito comune di equaminità umanitaria, di fratellanza e di altruismo.

Le selezioni dovrebbero aver luogo nelle città, nelle regioni, nelle Nazioni, nei Continenti. Individui che sono impegnati con la massima abnegazione nei settori dell’ecologia, dei diritti umani, dell’energia, nel disarmo, ecc., sia a livello regionale, nazionale e internazionale. Che lo si voglia o no la comunità mondiale è in continuo aumento, ogni nostra azione influenza il prossimo. Quello che manca oggi è un autentico senso di Responsabilità Universale nei confronti dei nostri simili.

Condividi:

Stampa questo articolo Stampa questo articolo
Condizioni di utilizzo - Terms of use
Potete liberamente stampare e far circolare tutti gli articoli pubblicati su LAOGAI RESEARCH FOUNDATION, ma per favore citate la fonte.
Feel free to copy and share all article on LAOGAI RESEARCH FOUNDATION, but please quote the source.
Licenza Creative Commons
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale 3.0 Internazionale.