Cina, ancora nessuna notizia di Gao Zhisheng

Per il governo il notissimo dissidente cristiano, sparito da più di un anno, “sta lavorando a Urumqi”. Ma né la famiglia né il suo avvocato hanno più sue notizie. Il fratello accusa Pechino: “Perché non ci date una risposta?”.
Gao Zhisheng, avvocato e noto attivista per i diritti umani, sembra essere sparito nel nulla. Mentre il governo cinese dichiara che si trova “al lavoro” a Urumqi, la capitale della provincia nord-occidentale dello Xinjiang, i dissidenti del Paese si dicono convinti che sia in carcere da oltre un anno. Si allontana dunque la possibilità che Gao, cristiano, sia stato ucciso. Tuttavia, la moglie nega di aver avuto alcun contatto con lui.
La Fondazione sino-americana Dui Hua – che opera da anni per il rilascio dei dissidenti cinesi – ha rilasciato un comunicato il 12 febbraio scorso: “L’ambasciata cinese a Washington ha informato il direttore della Fondazione, John Kamm, che Gao sta lavorando a Urumqi”. Secondo Mo Shaoping, avvocato difensore del dissidente durante il processo del dicembre 2006, “le parole usate dall’ambasciata sono deliberatamente vaghe. E questo non aiuta a tranquillizzarsi”.
Gao Zhisheng è stato arrestato la prima volta nell’agosto del 2006. Dopo un processo durato un giorno, è stato condannato agli arresti domiciliari. Le accuse contro di lui prevedono la famigerata “sovversione anti-statale”, una formula giuridica che viene usata per incarcerare chi parla contro il governo o il Partito comunista. Nello specifico, Gao è salito alla ribalta dopo aver pubblicato tre lettere aperte ai leader cinesi, chiedendo democrazia e rispetto per i diritti umani.
La sua situazione si è aggravata a partire dal 2008, quando ha ripreso a usare internet per inviare in giro per il mondo articoli contro la repressione cinese. Le autorità hanno prima usato intimidazioni e violenza per cercare di farlo tacere, ma lo scorso febbraio lo hanno prelevato e fatto sparire.
Gao Zhisheng, 44 anni, era membro stimato del Partito comunista e lodato come uno dei migliori avvocati del Paese. Addirittura, nel 2001, è stato nominato “uno dei dieci migliori legali della Cina”. Poi ha difeso i diritti di minatori, cristiani sotterranei, seguaci del Falun Gong contro la autorità. Nel 2007 l’avvocato ha scritto una lettera aperta al Congresso Usa denunciando le violazioni contro i diritti umani in Cina. Questo suo impegno ha portato al suo arresto.
Come l’avvocato, anche la famiglia non ha più notizie dell’attivista. Il fratello maggiore, Gao Zhiyi, accusa: “Tutto quello che vorremmo sapere è se Gao sia ancora vivo o meno. Perché non possiamo avere notizie di nostro fratello?”. Il 21 gennaio scorso Ma Zhaoxu, portavoce del ministero cinese degli Esteri, nel primo accenno ufficiale all’arresto del legale sparito ormai da un anno ha dichiarato che esso si trova “dove è giusto che sia”.
Fonte: AsiaNews, 23 febbraio 2010

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