Cina, 9000 persone sotto processo per corruzione nello Chongqing

A Chongqing, nel Sud Ovest della Cina, sono finiti sotto processo 9 mila persone accusate di corruzione.

Wen Qiangaveva una predilezione per le cinture di Louis Vuitton e le uova di dinosauro fossilizzate. Per essere un dipendente pubblico che lavorava per la magistratura locale,  aveva troppi soldi: gli investigatori gli hanno trovato quasi 3 milioni di dollari nascosti sotto al laghetto con i pesci.

La cognata di Wen, Xie Caiping, conosciuta come “la madrina della malavita di Chongqing” si era data molto da fare: aveva aperto 30 casinò illegali, tra cui un proprio sulla stessa strada del tribunale. La donna aveva messo a gestire questi casinò 16 giovani con cui, secondo la stampa, la donna aveva prima soddisfatto i suoi “appetiti carnali”.
Nelle ultime settimane, la signora Xie, Mr. Wen ed altri funzionari di vario livello, sono stati processati in massa: il processo ha fatto emergere i rapporti tra una serie di gangster, funzionari di polizia e burocrati del partito dalle “dita appiccicose”. Il processo coinvolge oltre 9.000 indagati: tra questi ci sono 50 funzionari pubblici, un miliardario e boss di varie organizzazioni criminali dedite al traffico di droga, all’estrazione mineraria illegale, e agli atti particolarmente feroci, come l’uccisione di un uomo che aveva la voce troppo alta per cantare al karaoke. Ma come tutti i grandi casi di corruzione in Cina, anche in questo caso centra molto la politica.
Tutto questo succede a Chongqing, una provincia con le dimensioni di una mega-città da 31 milioni di persone che si trova nel sud-ovest del Paese: qui, è arrivato un nuovo leader del Partito comunista, Bo Xilai, figlio fra l’altro di un veterano del Partito Rivoluzionario e molto interessato a fare carriera politica. Il signor Bo è stato anche ministro del Commercio: per molti, il giro di vite di Chongqing sembra essere stato creato apposta per massimizzare l’attenzione nazionale. L’uomo ha comunque una buona reputazione di combattente contro la corruzione.
L’ndagine è ancora in corso e dovrebbe coinvolgere funzionari dell’alto rango del partito. Finora le persone condannate a morte sono sei: alla signora Xie è andata relativamente bene essendo stata condannata a 18 anni di carcere martedì 3 novembre.

Il signor Bo è considerato da parte dell’élite del partito come uno pieno di tracotanza dimostrata anche questa volta di fronte ai mezzi di informazione: i suoi metodi vengono giudicati eccessivi anche da molti colleghi di partito.  La Cina è uno Stato monopartitico: le campagne anti corruzione vengono generalmente fatte  per mostrare una lotta continua e costante contro la venalità e anche per rassicurare l’opinione pubblica che, qualunque siano i problemi scoperti, questi sono locali ed efficacemente combattuti.

A differenza del passato in cui a finire sotto processo erano boss mafiosi e basta, la “repressione di Chongqing” ha scoperchiato una corruzione legata sia ai ricchi uomini d’affari locali, sia ai funzionari del Partito comunista mostrando così la profondità della corruzione nata dalla miscela tra il controllo dello Stato nell’economia e il libero mercato.

Fonte: Blitz Quotidiano, 4 novembre 2009

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