Chiosco abusivo al Tritone, protesta in catene di consiglieri municipali e commercianti

Così come avevano annunciato si sono incatenati contro una mega-bancarella abusiva che vende borse in via del Tritone. E l’hanno fatto martedì sotto il sole cocente di mezzogiorno, proprio di fronte ai sette metri di mercanzia, al punto da richiamare anche l’attenzione della Guardia di finanza che è venuta a controllare tutti i documenti di chiosco e bancarella e adesso prenderà i provvedimenti del caso. Così come avevano annunciato a Corriere.it, non appena finita la riunione della commissione Commercio del I municipio, uno dei membri della Commissione Commercio, il consigliere del Pdl Augusto Caratelli, si è legato con il suo collega Fabrizio Sequi, presidente della commissione Trasparenza, e con Keti Galati la presidente della Commissione commercio. Con loro hanno voluto partecipare all’azione dimostrativa anche una rappresentante dei commercianti di via del Tritone, la signora Arianna, e il consigliere municipale Valerio Lipardi: per due ore tutti legati. «La Guardia di finanza ha finalmente setacciato tutte le carte di quella bancarella lunga sette metri che sta all’angolo con via del Nazzareno e che è totalmente abusiva: sono state riscontrate illegalità molto forti – ha detto Augusto Caratelli – Quanto al chiosco che doveva vendere biglietti dell’Atac e invece vende borse la situazione è decisamente strana. In commissione Commercio nessuno è venuto a riferirci: così indignati abbiamo intrapreso la nostra azione dimostrativa. Adesso abbiamo convocato urgentemente per giovedì 21 giugno i dirigenti del municipio e i rappresentanti del chiosco con la speranza di vedere finalmente qualche carta».

Lilli Garrone

NDR: Ad essersi incatenata insieme ai vari dimostranti è stata anche la vicepresidente della LRF, Maria Vittoria Cattania, il cui nome non è stato citato nell’articolo. Aggiungiamo inoltre che nonostanti numerosi appelli telefonici e ben 65 denunce alle autorità competenti, la Polizia Municipale, cui spettava l’onere più severo di chiudere il chiosco abusivo, non è ancora intervenuta!

Redazione

Fonte: Il Corriere della Sera, 20 giugno 2012

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