Chiesa di Shouwang: Celebriamo la Pasqua, anche a costo dell’arresto

La Chiesa Protestante di Shouwang, in un appello posto ieri su Google Buzz, ha invitato i seguaci a ignorare le minacce del governo e a riunirsi per celebrare insieme le funzioni per la Pasqua, anche se è probabile che la polizia li arresti. La Shouwang è una delle maggiori chiese domestiche (non riconosciute) del Paese con oltre 1000 membri. Di recente la polizia l’ha fatta cacciare dai locali di un ristorante di Pechino dove si riuniva, come ha già fatto circa 20 volte negli ultimi anni. I fedeli si sono allora radunati in una piazza della zona di Zhongguancun per celebrare insieme il servizio religioso della domenica. Ma le ultime due domeniche la polizia ha presidiato in forza la zona della riunione (preannunciata su internet) e ha arrestato centinaia di fedeli appena arrivati, dopo che già dal giorno precedente aveva fermato e poi messo agli arresti domiciliari il pastore Jin Tianming e diversi altri. La gran parte degli arrestati sono stati rilasciati dopo una notte in carcere. Ora la Chiesa invita i seguaci a “non aver paura” a manifestare la fede. “Il coraggio del nostro sacrificio – scrive la Chiesa – diventa la pace tra l’oppressore e l’oppresso. Il nostro solo desiderio è poter ridestare le coscienze dei nostri governanti attraverso la nostra pacifica e santa azione di sacrificio. Speriamo anche che questa azione possa dissipare l’odio tra la gente…. Solo in questo modo noi possiamo davvero amare il nostro governo”. Pechino esige che tutti i cristiani protestanti aderiscano al Movimento delle Tre autonomie (insieme dei protestanti controllati dal Partito comunista). Solo 20 milioni di cristiani sono nella Chiesa di Stato, rispetto agli oltre 50 milioni di fedeli (ma altre fonti dicono che sono oltre 100 milioni) membri di chiese non ufficiali (o domestiche). La Shouwang è una della Chiese domestiche più note e autorevoli. Si ritiene che l’attuale persecuzione sia conseguenza della dura repressione in atto da metà febbraio contro democratici e difensori dei diritti umani, per timore che anche in Cina scoppi una Rivoluzione dei gelsomini. La Shouwang spiega che non ha alcun legame con tale movimento ma è soltanto “una Chiesa di Gesù Cristo” senza rapporti con gruppi esteri. Ma esperti osservano che la fede è comunque importante per unire le persone e risvegliarne le coscienze e la richiesta di rispetto dei diritti umani e che le autorità vogliono impedire qualsiasi collegamento tra fede religiosa e tutela dei diritti umani.

Fonte: Asia News, 20 aprile 2011

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