Cattolici di Harbin pregano e digiunano contro l’ordinazione episcopale senza il mandato del papa

I cattolici di Harbin (Heilongjiang), nell’estremo nord-est della Cina, pregano e digiunano per scongiurare un’ordinazione episcopale senza il mandato del papa. Fonti di AsiaNews affermano che «nessuno vuole questa ordinazione : nè i cattolici ufficiali, né i sotterranei, e nemmeno il candidato. La vuole solo l’Associazione patriottica (Ap) per affermare il suo potere sulla Chiesa e dare uno schiaffo al Vaticano». Il candidato a diventare vescovo è il p. Giuseppe Yue Fusheng, 48 anni, da diversi anni amministratore diocesano dell’Heilongjiang. Da diversi anni l’Ap vuole farlo diventare vescovo, ma sia lui, sia i fedeli sono contrari a un’ordinazione senza il mandato del pontefice. Secondo fonti locali, il p. Yue era stato designato già nel ’99 a divenire vescovo. Alcuni attribuiscono questa scelta al fatto che egli « non è coraggioso e piuttosto debole di carattere ». Nel dicembre 2010 è stato scelto come uno dei tre vicepresidenti dell’AP nazionale, insieme a  Paolo Lei Shiyin (diocesi di Leshan) e Giuseppe Huang Bingzhang (di Shantou), entrambi divenuti vescovi senza l’approvazione papale. Poi l’anno scorso si è diffusa la notizia che sarebbe stato ordinato, ma l’opposizione dei fedeli e di tutti i sacerdoti aveva frenato il gesto. Ora però il p. Yue è stato votato « liberamente » da un comitato diocesano (controllato dall’Ap) e alla cattedrale del Sacro Cuore sono cominciati i restauri in preparazione all’avvenimento. I fedeli temono che l’ordinazione venga effettuata il prossimo 29 giugno, festa dei santi Pietro e Paolo, quasi come una beffa verso il papa, successore di Pietro. «Tutti conoscono bene il diritto canonico – affermano fonti di AsiaNews – e anche l’ultimo fedele sa che non è giusto ordinare un vescovo senza il mandato del papa. Ma è evidente che la cosa è stata decisa dall’alto, come un’ulteriore affermazione del potere dell’Ap sulla Chiesa». Harbin conta diverse migliaia -almeno 6mila – di fedeli, distribuiti nelle comunità sotterranee e in quelle ufficiali. Fra loro il rapporto è tranquillo. « Sia gli uni che gli altri – aggiungono le fonti di AsiaNews – hanno deciso di non collaborare per nulla con l’ordinazione e non vogliono fare alcuna preparazione. Anzi pregano e digiunano perchè non succeda ». La polizia ta incontrando ad uno ad uno i sacerdoti sotterranei per «invitarli» a non fare nulla contro l’ordinazione, di non esprimere giudizi e mantenere il silenzio.

Fonte: Asia News, 13 giugno 2012

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