Lavoro nero ed evasione fiscale milionaria in imprese cinesi. Clienti note griffe nazionali

Le Fiamme Gialle di Senigallia hanno appena concluso l’operazione “NO TAX”, che ha portato alla scoperta di un’evasione milionaria ad opera di ditte cinesi attive nel settore del confezionamento di capi di abbigliamento e facenti capo ad un unico soggetto.

L’indagine è stata avviata nello scorso mese di gennaio, dopo attento monitoraggio ed analisi del rischio sulle imprese operanti sul territorio.

Il sistema evasivo messo in campo ricalca un modello ben noto ai militari della Guardia di Finanza di Senigallia:

l’impresa dopo circa due anni dalla sua costituzione termina la propria attività ed al suo posto subentra una nuova ditta individuale, appositamente costituita, proseguendo l’attività di quella precedente, utilizzando gli stessi locali e macchinari, rapportandosi con i medesimi clienti e fornitori, formalmente gestita da un soggetto che, in precedenza, era stato dipendente della ditta cessata.

I finanzieri, dopo aver ricostruito il giro d’affari attraverso elaborati controlli incrociati eseguiti presso vari clienti, hanno rilevato che l’imprenditore cinese, a fronte di fatture emesse per oltre 4 milioni di euro, non aveva mai assunto alcun dipendente, nè presentato alcuna dichiarazione ai fini fiscali.

In particolare, nel corso di un recente controllo notturno effettuato in un laboratorio di Senigallia, sono stati individuati 8 soggetti cinesi, impiegati “in nero”, intenti a cucire pantaloni per conto di note griffe nazionali, vari documenti contabili e bancari occultati sotto i materassi utilizzati per il riposo dei lavoratori nonché numerose ricevute di gioco per consistenti importi, attestanti l’assidua frequentazione di sale scommesse.

Nel corso degli accertamenti è stato, altresì, rilevato che tutti i soggetti presenti nel laboratorio dormivano in un capannone attiguo, concesso in locazione da italiani, privo dei requisiti di abitabilità in quanto diverse stanze da letto erano state ricavate abusivamente. In conseguenza di tale situazione, il capannone è stato sottoposto a sequestro preventivo su disposizione del GIP del Tribunale di Ancona.

Al termine delle attività d’indagine, dopo aver individuato l’effettivo gestore delle ditte e i suoi prestanome, sono stati denunciati 5 imprenditori di etnia cinese e, su disposizione della locale A.G., sulla scorta delle risultanze emerse, è stato eseguito un sequestro preventivo per equivalente finalizzato alla confisca di beni per un valore complessivo di euro 650.000, costituiti da denaro contante, conti correnti (fra cui uno interamente dedicato alle scommesse), crediti presso terzi nonché macchinari utilizzati nell’esercizio di impresa.

Occhio alla Notizia, 27/06/2016

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