Castelnuovo Monti : sequestrato un quintale di alimenti in un ristorante cinese

Castelnuovo Monti: cibo non tracciato stipato nei congelatori del locale e scoperto dai carabinieri del Nas. Multe anche in tre bar e in un bazar orientale.

CASTELNUOVO MONTI. Una serie di controlli effettuati in alcuni negozi e ristoranti di Castelnovo Monti ha portato a risultati tutt’altro che tranquillizzanti. Ne sono scaturite denunce, multe per oltre 6.500 euro e il sequestro di un quintale di alimenti congelati non sicuri.

I controlli sono stati eseguiti dai carabinieri della locale compagnia, supportati dai colleghi del Nas (Nucleo antisofisticazione e sanità) provenienti da Parma, dai carabinieri del nucleo ispettorato del lavoro di Reggio Emilia e dalla polizia municipale del capoluogo appenninico.

La rete di controlli ha posto sotto la lente un buon numero di esercizi pubblici, in particolare bar e ristoranti, ma anche un bazar cinese. Sono emerse numerose infrazioni, di cui una anche di carattere penale, e in alcuni casi gravi carenze igieniche dei locali e gravi inosservanze relativamente alla modalità di conservazione dei cibi, come spiegano i carabinieri.

In particolare, i maggiori problemi si sono verificati in uno storico ristorante castelnovese, che da circa un anno ha cambiato gestione e serve piatti della cucina cinese e giapponese (riscontrando peraltro un discreto successo): i carabinieri del Nas hanno sequestrato circa 100 chili di alimenti di varia natura, tra cui carne e pesce (che nella cucina giapponese viene servito il più delle volte crudo), stipati all’interno dei congelatori e privi delle indicazioni obbligatorie per consentire la rintracciabilità del cibo. Impossibile, dunque, risalire al lotto, alla data di produzione, alla data di scadenza, al bollo sanitario, alla denominazione e alla specie. Ma sono state anche rilevate gravi carenze igieniche nei locali della cucina e del magazzino, come del resto accaduto anche in un bar sottoposto ai controlli.

Complessivamente, sono nove le violazioni che sono state contestate, con sanzioni che ammontano complessivamente ad oltre 6.500 euro.

Le violazioni amministrative hanno riguardato la mancata esposizione di autorizzazioni e tabelle relative alla consumazione degli alcolici e, in un caso, la mancata esposizione in un bar della tabella dei giochi proibiti. Una dimenticanza che è costata al titolare la denuncia.

Nel bazar cinese, invece, i militari dell’ispettorato del lavoro hanno contestato l’installazione delle telecamere di sorveglianza all’interno dell’attività in assenza della necessaria autorizzazione.

Nel dettaglio, le sanzioni ammontano a 308 euro per il bar che non aveva esposto le autorizzazioni e la denuncia per la mancata esposizione della tabella dei giochi proibiti; nel bazar 308 euro per la mancata esposizione delle autorizzazioni; 400 euro ad un altro bar per la mancata esposizione della tabella dei sintomi correlati all’uso degli alcolici; in un ulteriore bar, per carenze igienico-sanitarie, la sanzione ammonta a 1.000 euro; al ristorante, 308 euro per la mancata esposizione delle autorizzazioni, 400 per la mancanza della tabella sull’uso degli alcolici, più ulteriori sanzioni sulla mancata tracciabilità degli alimenti.

I carabinieri annunciano che i controlli nelle attività commerciali ed esercizi pubblici proseguiranno anche in altre zone della provincia al fine di garantire l’igiene e la sicurezza alimentare, oltre al rispetto delle norme sul lavoro.

Un’operazione che, a Castelnovo Monti in particolare, segnala un momento di forte cambiamento affrontato negli ultimi anni, con il passaggio di diverse attività a imprenditori stranieri, in particolare cinesi. Negli ultimi anni questi imprenditori stranieri sono arrivati in numero piuttosto corposo a Castelnovo Monti e hanno preso in gestione tre bar, di cui uno attualmente chiuso in piazza Peretti, su cui ci sono incertezze sulla riapertura. Nello stesso periodo sono stati aperti tre bazar ad amplissima

gamma merceologica. Era stato aperto anche un centro massaggi, che però, alcuni mesi fa, ha poi chiuso i battenti per mancanza di clientela. È stato infine aperto, circa un anno fa, il ristorante di cucina giapponese e cinese oggetto degli ultimi controlli.

Gazzetta di Reggio, 11 febbraio 2017

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