Caso di estradizione in Nepal: 6 tibetani richiedenti asilo politico vengono consegnati alla Cina

RFA riferisce che la settimana scorsa il Nepal ha espulso sei tibetani che erano entrati nel paese himalayano per chiedere asilo, consegnandoli alla polizia cinese poco dopo aver attraversato il confine.

Quando quei sei fuggitivi tibetani sono arrivati sul suolo del Nepal a piedi, in una località chiamato Legme, la polizia di frontiera nepalese li ha arrestati, ammanettati. La polizia nepalese , il giorno dopo, ha consegnato quei profughi tibetani alla polizia cinese.

I rifugiati tibetani ammanettati imploravano con grande angoscia, con le mani giunte, la polizia di non riportarli ai cinesi perchè molto preoccupati per il loro destino.

Molti passanti nepalesi locali hanno assistito allo straziante volgersi dei fatti. I presenti hanno tentato di avvicinarsi a loro, ma le forze dell’ordine li hanno allontanati.

La polizia nepalese ha avvertito i residenti di non condividere le notizie di questo incidente, e se qualcuno di loro avesse divulgato la notizia, dovrà affrontare gravi conseguenze.

Tibetani e nepalesi hanno ripetutamente fatto appello alla polizia nepalese affinché li rilasciassero.

Ma la polizia non ha accolto la loro richiesta.

Il Nepal condivide un lungo confine con il Tibet ed è la patria di circa 20.000 esiliati che iniziarono ad arrivare nel 1959 quando una rivolta tibetana fallita contro il dominio cinese costrinse il leader spirituale del Tibet, il Dalai Lama, all’esilio a Dharamsala, ai piedi dell’Himalaya in India.

Queste sono le conseguenze del decreto sull’estradizione per cui giovani, operai, studenti e tutte le donne e gli uomini di Hong Kong stanno lottando  da mesi contro questo decreto.

Questa disposizione serve solo a portare avanti persecuzioni politiche, a sopprimere la libertà di parola, a commettere genocidio culturale, ad imprigionare qualsiasi persona che non è in linea con il pensiero criminale del Pcc, ed esporre persone al terribile sistema giudiziario cinese.

Non sono questi crimini contro l’umanità?

Non è  una metodica distruzione di un gruppo etnico, razziale o religioso, compiuta attraverso lo sterminio degli individui e l’annullamento dei valori e dei documenti culturali?

Vedasi lo stesso comportamento nei confronti dei religiosi cristiani, dei rappresentanti delle minoranze minori etniche, del Falun Gong , ecc….

Ricordo che nella Convenzione del 9 dicembre 1948 per la prevenzione e la repressione del delitto di genocidio viene affermato che(art 1) sia che venga commesso in tempo di pace sia che venga commesso in tempo di guerra, è un crimine di diritto internazionale i firmatari si impegnano a prevenire ed a punire.

Conclusa a New York il 9 dicembre 1948 Approvata dall’Assemblea federale il 9 marzo 2000. Ratificata con strumenti depositati il 7 settembre 2000 .

Più di 150 nazioni hanno ratificato la Convenzione ONU, tra cui Nepal, Cina, Thailandia, Vietnam e così via…

Prevede:

    • L’istituzione di procedimenti giudiziari nei tribunali dello Stato sul cui territorio sono stati perpetrati atti di genocidio;
    •  l’istituzione di un Tribunale penale internazionale, cui però possono fare ricorso solo gli stati che ne abbiano accettato la competenza,con la conseguenza che in mancanza di tale riconoscimento,in assenza di intervento dello stato violatore il crimine rimane di fatto impunito;
    • il ricorso agli organi competenti dell’ONU, perché adottino misure contemplate dalla Carta delle Nazioni Unite.
    • il ricorso di uno Stato alla Corte internazionale di giustizia contro lo Stato autore di genocidio.

Gianni Da Valle,LRF Italia Onlus,10/09/2019

 

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