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Carcere ad agente che aiutava puerpere cinesi

Una condanna a dieci mesi di carcere è stata inflitta a Hong Kong a un’intermediaria che aiutava donne cinesi dal continente a venire a partorire nell’ex colonia britannica, soprattutto per aggirare la regola del figlio unico. Un tribunale di Hong Kong, secondo quanto riferisce il South China Morning Post, ha condannato Xu Li, 29 anni, a due mesi per aver violato le leggi sull’immigrazione e ad altri otto per false dichiarazioni ai funzionari di polizia. Ma Xu è solo la prima di una lunga serie di agenti che aiutavano le puerpere cinesi a partorire nell’ex colonia britannica. Il dipartimento per l’immigrazione di Hong Kong, infatti, ha già individuato una quarantina di persone provenienti dalla Cina continentale e una ventina da Hong Kong che sarebbero coinvolti a vario titolo nel giro. “Queste persone – ha commentato il giudice di Hong Kong Ma Hon-Cheung che sta seguendo il caso – hanno un ruolo fondamentale. Senza la loro intermediazione e le loro conoscenze le donne cinesi non potrebbero assumersi il rischio di venire a partorire in emergenza a Hong Kong, senza appuntamenti o riferimenti fissi”. Secondo le accuse, Xu, che in passato svolgeva il lavoro di baby sitter nella provincia dell’Hubei, avrebbe aiutato molte donne cinesi a organizzare controlli medici pre parto, a prenotare stanze e posti letto, a organizzare insomma il parto in tutta sicurezza nella ex colonia britannica. Definita dalla stampa locale “l’agente delle nascite”, Xu é stata arrestata alla frontiera tra Cina e Hong Kong lo scorso 15 gennaio mentre accompagnava, cercando di farla passare, una donna in avanzato stato di gravidanza. Contro le donne cinesi che partoriscono ad Hong Kong per eludere la legge che in Cina impone un unico figlio a famiglia, sono scesi in piazza i cittadini dell’ex colonia britannica che hanno anche acquistato spazi sui giornali definendo “cavallette” le donne cinesi perché prenderebbero posti e risorse riservati a loro.

Fonte: Partecinesepartenopeo, 14 febbraio 2012