“Cantare la patria”: la Cina intensifica le regole sui contenuti online

Venerdì scorso la Cina ha stabilito le regole sui contenuti online, dai programmi televisivi ai cartoni animati e “mini film”, formalizzando ed esprimendo chiaramente ciò che i censori dovranno fare quando verificheranno il materiale; un vero e proprio inasprimento del controllo dei media e dell’intrattenimento.

Almeno tre “revisori” dovranno controllare tutti i film, i drammi, i documentari e i cartoni animati pubblicati online per assicurarsi che aderiscano ai “valori fondamentali del socialismo”, ha dichiarato l’organo del settore, l’associazione China Netcasting Services (CNSA).

Le regole, basate sulle linee guida rilasciate nel 2012, sono da intendersi come leggi e stanno censurando contenuti online di letteratura, dello streaming, delle notizie e dei social media – un’ampia campagna volta a tenere sotto controllo il dibattito sociale online.

Weibo Corp, operatore del sito più importante di microblog in Cina, questa settimana ha affermato che bloccherà i contenuti video non approvati e lavorerà in più stretta collaborazione con i media statali per promuovere idee “convenzionali”, dopo esser stato fortemente rimproverato dalle autorità di regolamentazione.

Questo mese le autorità hanno anche ordinato alle aziende di internet di chiudere sui social media 60 account di gossip sulle celebrità per aiutare “a propagare attivamente i valori socialisti” e sostenere “un’opinione pubblica tradizionalista”.

Sotto le nuove linee guida, che hanno effetto immediato, i censori devono verificare che il contenuto aderisca ai corretti valori cinesi e si sforzino di raccontare storie cinesi per aiutare “a realizzare il sogno cinese di un grande rinnovamento della nazione Cina”.

I contenuti dovrebbero “cantare la patria, elogiare gli eroi, celebrare i nostri tempi nel canto e portare la gente ad avere la corretta visione storica, etnica, nazionale e culturale”.

I programmi che minano un’immagine nazionale rispettosa, che ridicolizzano i leader, che promuovono una visione negativa o decadente della vita e mostrano il “lato oscuro” della società devono essere modificati o in casi più gravi, bloccati.

Il presidente Xi Jinping ha supervisionato misure per bloccare i media indipendenti online, per riaffermare il ruolo del Partito Comunista nel limitare e guidare la discussione sul web.

L’amministrazione dello spazio cibernetico della Cina a maggio ha pubblicato i regolamenti per i portali di notizie online e per i fornitori di rete, che estendono le restrizioni al contenuto e richiedono che tutti i servizi vengano gestiti da un gruppo editoriale stabilito dal partito.

Le nuove regole inoltre limitano anche una serie di temi che non ricevono l’approvazione statale, tra cui la violenza, la tossicodipendenza, gli affari extraconiugali e i culti religiosi.

Nell’elenco anche l’omosessualità, sottolineando così la visione ufficiale conservatrice sulle relazioni dello stesso sesso.

Traduzione Andrea Sinnove, LRF Italia Onlus


Fonte: Reuters, 30 giugno 2017

English Article: Reuters, ‘Sing the motherland’: China tightens rules for online content

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