Campagna per eliminare le chiese domestiche protestanti

Una campagna  a tutto campo per registrare le chiese domestiche, i ministri, i fedeli è stata lanciata dal governo cinese per sradicare tutte queste comunità sotterranee entro dici anni. Lo afferma il China Aid Association, citando fonti interne al Partito comunista cinese e documenti riservati interni. Il fenomeno delle chiese domestiche è cresciuto negli ultimi 30 anni e riguarda fra i 50 e gli 80 milioni di cristiani protestanti che per amore alla loro libertà di culto, si radunano in case o in luoghi privati per le loro cerimonie e assemblee. Tutti loro rifiutano le chiese protestanti ufficiali, colpevoli di “adorare il Partito” piuttosto che Dio. Negli scorsi decenni la Cina ha tentato in ogni modo di sopprimere questo incontrollato movimento: prigione per i pastori; torture per i fedeli, distruzione di case e luoghi di culto. Una campagna per obbligare le comunità sotterranee ad entrare nelle comunità ufficiali (raccolte nel cosiddetto Movimento delle Tre Autonomie, MTA) era stata lanciata prima delle Olimpiadi di Pechino. Secondo documenti citati da China Aid, la nuova campagna sistematica si compone di tre fasi operative:

1) dal gennaio al giugno di quest’anno schedare tutte le comunità, i membri e i loro leader;
2) entro due-tre anni “ripulire” le chiese domestiche schedate;
3) entro 10 anni “cancellare” tutte le chiese domestiche.

Testimonianze di pastori e fedeli della Cina affermano che la schedatura sta procedendo con precisione: leader e membri delle comunità vengono incontrati da polizia e rappresentanti dell’Amministrazione statale per gli affari religiosi (Asar), interrogati sulle loro attività e “consigliati” a entrare nell’ MTA. Nello stesso tempo, vengono lanciati grandi seminari per accrescere il “patriottismo” dei fedeli. Tale “patriottismo” implica entrare nelle comunità ufficiali, sottomettersi al controllo del governo e ubbidire al Partito. Sono previsti anche “corsi di addestramento per i pastori” delle comunità, che riceveranno dallo Stato la patente per predicare. Alla Conferenza nazionale per gli affari religiosi, tenutasi nel gennaio 2012, il vicedirettore dell’Asar, Jiang Jianyong, ha detto che il lavoro di schedatura finirà entro il 2012. Dopo di che si applicheranno i “Regolamenti per le attività religiose”.  Tali Regolamenti definiscono “illegale” ogni attività religiosa al di fuori del controllo dello Stato e rende perseguibile ogni persona che devia dalle direttive. Ciò renderà possibile la “ripulitura” delle comunità sotterranee, per passare poi alla “cancellazione”. In tal modo si avvererà la “profezia” detta da Wang Zuoer, direttore dell’Asar che nell’ottobre 2011 ha dichiarato: “Le cosiddette ‘chiese  domestiche’? Questo problema non esiste”. Molti cattolici sotterranei temono di subire lo stesso processo. In questi mesi fedeli e sacerdoti sono stati arrestati, sequestrati dalla polizia o invitati per “amichevoli colloqui” tutti tendenti a farli sottoscrivere all’Associazione patriottica, l’organismo che controlla la Chiesa, il cui operato è stato condannato anche dal papa come inaccettabile per la fede cattolica.

Fonte: Asia News, 28 aprile 2012

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