Cadaveri riesumati e venduti per il rito di far sposare i morti

Nella Cina «fabbrica del mondo» che produce computer e smartphone, c’è ancora spazio per riti che risalgono a duemilasettecento anni fa, come il matrimonio dei morti. Quattro persone sono state arrestate nella provincia centrale dello Shanxi con l’accusa di aver disseppellito e venduto i cadaveri di dieci donne, destinate alla tradizione dei «matrimoni fantasma». C’è ancora gente convinta che quando muore un giovane non sposato, per non farlo restare solo per l’eternità, sia necessario sistemargli accanto una ragazza, morta anche lei, perché i due si possano sposare e affrontare insieme le tenebre dell’aldilà.

LA CONDANNA – I quattro avevano riesumato i cadaveri, li avevano ripuliti, avevano falsificato i certificati di morte (secondo l’accusa per cancellare le loro malattie e poter alzare il prezzo). I corpi erano stati venduti per 30 mila euro. Processati a Yan’an, nella provincia dello Shanxi, i membri della banda sono stati condannati a due anni di carcere. Mao Zedong aveva ordinato di porre fine al rito negli anni Cinquanta, ma nelle province rurali della Cina le autorità non sono riuscite a sradicarlo.

Fonte: Corriere della Sera, 5 marzo 2013

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