Cadaveri di dubbia provenienza in mostra a Berna: «Potrebbero essere di condannati a morte cinesi», accusano i critici.

BERNA – Dopo Milano, Sydney e Birmingham, un’altra esposizione di veri corpi umani plastinati e sezionati torna a far discutere. Questa volta, in Svizzera. L’accusa è sempre la stessa: alcuni dei cadaveri esposti potrebbero essere appartenuti a condannati a morte cinesi.

“Bodies Exhibition” ha aperto i battenti venerdì 5 ottobre al vecchio deposito dei tram di Ostring e accoglierà i visitatori fino al 14 ottobre con i suoi 250 «esemplari anatomici con alto valore didattico». Molto di più, sull’origine dei resti umani esposti, non è dato sapere. Sicuramente non dal confuso e stringato sito della manifestazione.

«Solo volontari americani», ma… – Conscio dei dubbi mai pienamente fugati sull’esposizione “Real Bodies” – promossa da Imagine Exhibitions e passata quest’anno da Sydney e Birmingham – il quotidiano Der Bund ha chiesto maggiori dettagli all’organizzatore dell’evento bernese, Jan van Bergen. Per telefono, l’uomo ha affermato che i suoi pezzi d’esposizione «arrivano da donatori volontari statunitensi», ma ha poi affermato di collaborare con l’organizzatore di “Real Bodies”.

«È inaccettabile» – «Fin quando l’organizzatore non riesce a spiegare da dove arrivano esattamente i cadaveri e non può confermare che abbiano liberamente donato il proprio corpo, rimane un grande punto di domanda», afferma il professor Hubert Steinke dell’Istituto di storia della medicina dell’Università di Berna, che giudica inaccettabile la scarsa trasparenza dimostrata da van Bergen.

Pur turbata dalle accuse, la gallerista che ha affittato gli spazi all’organizzatore, Ute Winselmann-Adatte, non ha però intenzione di fare passi indietro. Neanche dopo aver scoperto che van Bergen l’avrebbe convinta a collaborare dicendole il falso: la mostra aveva già fatto tappa a Zurigo, un’informazione non vera.

«Condannati a morte cinesi tra i corpi» – Quest’anno, al suo passaggio in Australia e nel Regno Unito, Imagine Exhibition è stata accusata da ricercatori e studiosi di esporre dei cadaveri di origine dubbia provenienti dalla Cina. Alcuni potrebbero essere di condannati a morte, forse prigionieri politici, che non avrebbero mai dato il loro consenso a questo uso dei loro resti.

L’origine: troppo vicina a un campo di lavoro – La supposizione nasce dal fatto che, per stessa ammissione di Imagine Exhibition, almeno 20 corpi arrivano dall’Università di medicina di Dalian, a poca distanza dal campo di internamento e lavori forzati di Masanjia.

Abbastanza, secondo il reporter investigativo Ethan Gutmann, per sospettare che quei corpi siano appartenuti ad alcuni dei suoi prigionieri. David Nicholl, consulente neurologo del City Hospital di Birmingham, sottolinea dal canto suo come i cadaveri in questione siano di uomini giovani: un dato curioso, sostiene.

«Complete invenzioni» – «Complete invenzioni», controbatte il ceo di Imagine Exhibition, Tom Zaller: «Siamo sicuri al 100% che tutti gli esemplari usati sono morti per cause naturali, non hanno sofferto traumi e non erano affatto dei prigionieri di alcun tipo», ha dichiarato alla BBC.

In un comunicato citato dal South China Morning Post, l’Università di medicina di Dalian spiega che «tutti gli esemplari sono corpi non reclamati» provenienti dall’obitorio cittadino e «legalmente ottenuti da quest’ultimo», senza però dare più dettagli sulla loro origine prima dell’arrivo in obitorio.

«Non possiamo garantire che non fossero prigionieri» – Imagine Exhibition non è l’unico organizzatore di questo tipo di esposizioni a essere oggetto di simili accuse. Premier Exhibition, che negli Stati Uniti propone “Bodies – The Exhibition”, ha perso una causa a riguardo.

Ora, sul suo sito figura il seguente, inquietante disclaimer: «Questa mostra esibisce i resti umani di cittadini o residenti cinesi che in origine sono stati ottenuti dall’Ufficio della polizia cinese. L’Ufficio della polizia cinese può ricevere corpi dalle prigioni cinesi. Premier non può verificare in maniera indipendente che i resti umani che state vedendo non siano di persone che erano incarcerate in prigioni cinesi».

“Real Bodies” di nuovo a Milano – Oltre alla mostra bernese, una seconda edizione dell’esposizione “Real Bodies” è stata aperta il 6 ottobre, a Milano, allo Spazio Ventura XV. L’esposizione è patrocinata dal Comune di Milano e organizzata dalla Venice Exhibition Srl e, questa volta, a far discutere è più che altro “L’orgasmo di Leonardo”: due cadaveri umani sezionati impegnati in un amplesso.

Imitazioni di von Hagens – Mostre come “Real Bodies” e “Bodies – The Exhibition” sono imitazioni della celebre esposizione dell’anatomopatologo tedesco Gunther von Hagens “Body Worlds”. Negli Anni ‘70 von Hagens ha inventato la tecnica della plastinazione, che sta alla base di queste mostre e consente di conservare i cadaveri grazie alla sostituzione dei liquidi con polimeri di silicone.

Interrotta la collaborazione con i cinesi – Anche von Hagens è stato sospettato a più riprese di aver usato corpi di dubbia origine provenienti dalla Cina, avendo del resto un’azienda di plastinazione a Dalian. Tuttavia, ha abbandonato questo canale di approvvigionamento da oltre dieci anni. Ha anche reso sette corpi perché fossero sepolti non potendo provare che non fossero cadaveri di condannati a morte. Von Hagens ha assicurato più trasparenza alle autorità tedesche riguardo all’origine dei nuovi esemplari del suo museo di Berlino.

                                                                     Gunther von Hagens

Ticinoline,06/10/2018

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