BUSINESS VERSUS HUMAN RIGHTS

Evento storico: Xi Jinping parla a Davos, in Svizzera, al World Economic Forum. Davanti a tremila manager delle principali multinazionali e alle massime autorità politiche di molti Paesi. Folte le delegazioni economiche, per intrecciare e consolidare relazioni d’affari. Il motto di quest’anno: “leadership responsabile”. Responsabilità verso i Diritti Umani, sviluppo ambientale sostenibile, applicazione degli standard minimi dell’Organizzazione mondiale del Lavoro (OIL)? Non se ne parla.

Amnesty International e un gruppo spontaneo svizzero (Talk to China) propongono pubblicamente una serie di temi a favore dei quali annunciare proposte concrete: abolizione della pena di morte, ammissione degli Ispettori antitortura dell‘ONU nei campi per lavori forzati del sistema Laogai, amnistia per i giornalisti imprigionati per reati d’opinione, restituzione del passaporto Uiguri e Tibetani, stop alla distruzione della città monastica tibetana di Larung Gar, una Conferenza Diplomatica Internazionale con tutti i paesi confinanti per regolamentare lo sfruttamento delle risorse idriche dell’Altopiano Tibetano, ecc.

Questa petizione é stata rivolta contemporaneamente al Governo svizzero, affinché se ne faccia sponsor presso il Presidente cinese durante la sua visita ufficiale. Nel 2013, il Governo svizzero convinse il Parlamento a ratificare un Accordo di Libero Scambio con la Repubblica Popolare Cinese malgrado non contenesse le clausole usuali a favore della salvaguardia dei Diritti Umani e degli standard OIL. Come contropartita, il Governo svizzero garantì la continuazione di colloqui sul tema con le autorità cinesi. Ci si attende a Davos la presentazione del risultato di questi colloqui, in corso ormai da anni. La Svizzera piace alla Cina, la China Construction Bank, quarta banca al mondo, da un anno offre a Zurigo lo scambio diretto franco svizzero/renminbi ai tre settori corteggiati dalla Cina: riassicurazioni, commercio di materie prime e private banking. Per potenziare quest’unico mercato estero per la valuta cinese, quest’anno si attende a Zurigo la prima banca mondiale: Industrial and Commercial Bank of China. Servirà a facilitare le acquisizioni di aziende in Europa, 35 miliardi di euro nello scorso anno nella sola Unione Europea, oltre ai 40 miliardi per acquistare il colosso agroalimentare svizzero Syngenta.

I media svizzeri applaudono fragorosamente, così i partiti politici. Le imprese si fregano le mani. Nessuna perplessità sulle ricadute geopolitiche di questa alleanza economica. Abbagliati dagli affari, di fronte all’infiltraziome strategica cinese, tacciono persino i partiti xenofobi. Nessuna preoccupazione riguardo alla legittimazione svizzera offerta pubblicamente ad un governo impegnato in una politica contraria alle tradizioni umanitarie e liberali ancorate nella Costituzione federale svizzera. Per il World Economic Forum un colpo pubblicitario formidabile.

A Davos si prepara la Missa Solemnis per il Vitello d’Oro. Mentre si avvicina la Giornata della Memoria, a tutti noi tanto cara, un’ultima riflessione.

Genocidio dei Pellerossa: non c’eravamo. Olocausto: non sapevamo (forse).
Pulizia etnica cinese fra i Tibetani, Mongoli, Uiguri: c’eravamo e sapevamo.

Analisi di Paolo Bernasconi,Gariwo 16 gennaio 2017

English article,Talk to China:

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