I diritti umani in Cina nell’agenda ASEM!

In occasione del 12° summit ASEM (Asia-Europa) del 18 e 19 ottobre, le comunità uiguri, tibetane e mongole meridionali hanno tenuto una manifestazione a Bruxelles, invitando i leader dell’UE a utilizzare questo incontro per esprimere le preoccupazioni sulla situazione di deterioramento dei diritti umani in Cina, in particolare per i gruppi etnici e religiosi​. Una delegazione cinese guidata dal primo ministro Li Keqiang ha incontrato una delegazione dell’UE per una tavola rotonda sulle problematiche commerciali e diplomatiche.


Tra i numerosi manifestanti e attivisti erano presenti molte persone provenienti dalle regioni del Tibet, dalla Mongolia meridionale e del Turkestan orientale, che denunciano il controllo repressivo da parte di Pechino, appropriandosi forzatamente delle loro terre. Tra le numerose bandiere e striscioni in  alcuni c’era scritto “metti i diritti umani in Cina nell’agenda ASEM”.

La manifestazione è stata organizzata congiuntamente dall’UNPO (Organizzazione delle nazioni e dei popoli non rappresentati), dalla ICT  (International Campaign for Tibet), dal World Uyghur Congress e dal Southern Mongolian Human Rights Information Centre.

Il Direttore delle Politiche ICT, Vincent Metten, ha dichiarato a The European Interest:

“I leader dei paesi democratici che partecipano al 12° Vertice ASEM dovrebbero spingere per includere nell’agenda ufficiale le questioni relative ai diritti umani e dello stato di diritto”.

Metten ha anche sottolineato la mancanza di reciprocità nelle relazioni tra l’UE e la Cina e il problema dell’accesso in Tibet di diplomatici, giornalisti e turisti europei.

Il presidente del World Uyghur Congress, Dolkun Isa, ha dichiarato:

“Uiguri, tibetani, mongoli meridionali e tutti coloro che chiedono i loro diritti e le loro libertà fondamentali in Cina sono sotto attacco. Sta diventando un problema esistenziale, poiché tutto ciò che ci rende unici, la nostra lingua, cultura, credenze religiose e identità etnica sono presi di mira in una campagna sistematica di rieducazione culturale forzata. Ci rendiamo conto che l’UE ha molti fattori geopolitici ed economici da considerare, ma il senso di umanità e i diritti inalienabili che ogni essere umano possiede dovrebbero essere sempre al centro della politica dell’UE”.

Traduzione a cura della Laogai Research Foundation Italia Onlus


Fonte: Phayul, UNPO, 19/10/2018

Versione inglese: Tibetans, Mongolians, Uyghurs protest China at ASEM summit in Brussels

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