Breno-Brescia: studenti del liceo Golgi incontrano la questione delle persecuzioni in Cina e il buddismo

Il 12 aprile 2017 presso l’Aula Magna del Liceo Scientifico Camillo Golgi si è tenuto un seminario / conferenza su “i lager cinesi, buddismo, Tibet e le persecuzioni religiose in Cina”. Temi scottanti e di interesseUn seminario caratterizzato da un elevato contenuto socio-culturale. Il simposio è stato patrocinato dall’AESPI (Associazione Europea Scuola e Professionalità Insegnante).

Nella foto: da sn la Prof. Elisabetta Massoli, al Centro Gianni Da Valle, a ds il Ven Raffaello Longo.

La conferenza è stata introdotta ai numerosi convenuti tra insegnanti e studenti, dal dirigente scolastico Prof. Alessandro Papale il quale ha esposto le finalità dell’incontro per poi presentare i relatori:

  • Gianni Da Valle, dir. resp. della Laogai Research Foundation Italia Onlus.
  • Ven. Raffaello Longo, nome Dharma “Losan Gonpo”: monaco buddista della tradizione Tibetana, Fa parte del DIM (Dialogo Interreligioso Monastico), insegna e guida ritiri di meditazione.
  • Prof. Elisabetta Massoli: insegnante di religione presso il liceo Golgi e presidente dell’ Associazione Gioventù Missionaria in Mozambico Onlus dal 2002.

Il Prof. Alessandro Papale ha poi lasciato la parola al direttore responsabile della LRF Italia Foundation  Gianni Da Valle.

Il dirigente dell’ateneo, Prof. Alessandro Papale

La scaletta presentata da Da Valle pur concisa, ma supportata da numerose foto e da alcuni video,  ha fatto luce sulla macchina repressiva del regime cinese comandato dal leader del PCC, Xi Jinping.

Il relatore: “Negli ultimi anni sono state intensificate le repressioni nei confronti dei difensori dei diritti umani,avvocati, giornalisti, attivisti e nei confronti delle religioni presenti nel paese del dragone. Torture di inimmaginabile brutalità ed efferatezza e crimini contro l’umanità sono all’ordine del giorno. La situazione è di una gravità tale che in Cina non si dovrebbe parlare di democrazia ma di libertà” e il fulcro centrale di questa repressione sono i laogai un sistema di campi di concentramento (più di 1.420 attivi in tutta la Cina), prigioni, centri di detenzione, ospedali psichiatrici, ecc.”

Nella foto sotto i relatori con il moderatore Prof. Antonino La Manna

A tal proposito sono stati proposti due interessanti filmati che parlano della presa di potere di Mao nel 1949  e un altro che mostra “che cosa sono i laogai”. Tutta la presentazione del relatore della LRF Italia compresi i filmati, potete visionarli nelle immagini elaborate e registrate dalla fondazione che ha organizzato l’evento in diretta streaming.

Sono state toccate alcune tematiche che vanno dal trapianto forzato di organi,alla politica del figlio unico, agli aborti forzati.

Il relatore ha suscitato particolare partecipazione tra gli studenti presenti in sala, oltre 200, quando ha comunicato che l’evento era in diretta streaming e che in quel preciso momento, gli studenti dell’Istituto Tecnico Statale Galileo Ferraris di Napoli, insieme con il loro insegnante di religione Prof. Evaristo Cicatiello, stavano seguendo l’incontro. Gli studenti delle due scuole, in contemporanea, si sono abbracciati con una standing ovation e fragorosi applausi.

Una volta rientrata la concentrazione il rappresentante della LRF ha introdotto le persecuzioni delle nei confronti delle religioni.

Il mondo assiste da decenni, abbastanza passivamente, al lento ed inesorabile genocidio fisico e culturale che Pechino sta realizzando non solo dei cristiani con distruzione di chiese, abbattimenti di croci, soprusi a sacerdoti e dei tibetani ma anche nei confronti degli uiguri e del Falun Gong: migrazioni forzate di interi villaggi,divieto di insegnamento delle lingue locali, discriminazioni di ogni tipo.”

Successivamente ha affrontato la repressione in Tibet portandola come esempio rappresentativo applicabile a qualsiasi popolo che chiede più libertà e democrazia in Cina.

“Il dominio cinese presenta tutte le caratteristiche del dominio coloniale:

  • Oltre 1.000.000 di  Tibetani  morti a causa dell’occupazione. 
  • Il 90% del patrimonio artistico e architettonico tibetano, inclusi circa seimila monumenti tra templi, monasteri e stupa, è stato distrutto.
  • La Cina ha depredato il Tibet delle sue enormi ricchezze naturali. Scarichi nucleari e la massiccia deforestazione hanno danneggiato in modo irreversibile l’ambiente e il fragile ecosistema del paese.
  • In Tibet sono di stanza 500.000 soldati.
  • 147 sono state le immolazioni fino ad oggi,  per protesta contro il dominio cinese.
  • Il massiccio afflusso di immigrati cinesi sta minacciando la sopravvivenza dell’identità tibetana e ha ridotto la popolazione autoctona a una minoranza all’interno del loro proprio paese.
  • Mentre prosegue la pratica della sterilizzazione e degli aborti forzati delle donne tibetane, la sistematica politica di discriminazione  attuata dalle autorità cinesi ha emarginato la popolazione tibetana in tutti i settori, da quello scolastico a quello religioso e lavorativo.
  • Lo sviluppo economico in atto in Tibet arreca benefici quasi esclusivamente ai coloni cinesi e non ai tibetani.”

In ultimo è stato proiettato un filmato riguardante una intervista fatta da Rai2-Storia nel 2013  al monaco tibetano Palden Gyasto che ha trascorso trentatre anni nei laogai. Porta nel corpo gli orribili segni del suo calvario. Cammina a fatica è quasi sordo. Nessuno meglio di questo monaco buddista anziano simboleggia la sofferenza ma anche la straordinaria resistenza del Tibet. (intervista a Palden Gyasto visionabile nella registrazione qui sotto)

La parola poi è passata al monaco tibetano il ven. Raffaello Longo (Losan Gonpo) il quale ha parlato del buddismo come filosofia e religione di pace. Il problema centrale del pensiero buddhista cioè la sofferenza umana, la conoscenza della sua causa, l’individualità, e la cessazione di ogni sofferenza. Si è focalizzato sulla psiche e psicologia, iniziando dalla vita del Buddha.

Il nostro modo di vivere,il nostro modo di pensare, sull’essenza dell’esistenza ci pone alcune riflessioni sui perché siamo qui, perché ci ammaliamo, perché soffriamo, perché invecchiamo e perché si muore. Riteniamo che gli oggetti dei sensi abbiano massima importanza, e ci dedichiamo materialisticamente  a tutto ciò che può renderci felici. Tutto ciò proviene dalla nostra mente , siamo a tal punto totalmente concentrati di ciò che ci accade all’esterno da non andare ad indagare nella nostra vita interiore, cosa accade dentro di noi.

Se non indaghiamo dentro di noi e non ci amiamo come possiamo amare gli altri. Tutti i fatti criminosi che avvengono nel mondo, le violenze, le guerre, i soprusi e persino l’inquinamento sono gli effetti devastanti di questa incapacità di amare l’altro.

Quale è lo strumento che ci permette di viaggiare dentro di noi e ci offre i mezzi per avere la consapevolezza del “sé” e per comprendere l’altro? La meditazione concentrata e analitica, seguendo il nostro respiro ad ogni inspirazione ed espirazione, per entrare in contatto profondo con noi stessi.

Se siamo in grado di  comprendere noi stessi, sappiamo confrontarci con tutte le nostre paure e siamo in grado di stabilire che i nostri timori vengono  da dentro.

Il Buddha affermò che tutto quel che si deve conoscere è cosa siamo, in che modo esistiamo e tutto ciò che dobbiamo fare è comprendere la mente: come operare, come sorgono il desiderio, e l’attaccamento, dove sorgono le emozioni.

Quello che si deve comprendere è che ogni cosa, buona o cattiva in ogni tipo di filosofia o dottrina proviene dalla nostra mente.

Il Buddha  giunse a queste fondamentali e illuminanti verità meditando su nascita, malattia, vecchiaia e morte, eventi imprescindibili della condizione umana e non solo umana, le cosiddette  4 Nobili Verità, base dell’insegnamento buddista:

  • La vita è sofferenza.
  • La causa della sofferenza è l’ignoranza.
  • La cessazione della sofferenza è possibile: è la pace che si realizza quando l’ignoranza, l’avidità e l’odio cessano di dirigerci.
  • C’è una via per pervenirvi che comporta otto aspetti: comprensione giusta, pensiero giusto, parola giusta, azione giusta, modo di vita giusto, sforzo giusto, attenzione giusta e meditazione giusta.

Al termine del suo soliloquio i relatori e tutti i convenuti, in completo silenzio, sono riusciti a fare 5 minuti di meditazione.

 

Durante il dialogo del direttore della LRF sulla persecuzioni dei cristiani, il mediatore Prof. Antonino La Manna, ha dato la parola alla Prof.ssa Elisabetta Massoli, la quale ha integrato l’intervento con una breve storia del cristianesimo in Cina:

Le prime tracce della presenza cristiana in Cina risalgono al VII secol0, realizzate durante la dinastia Tung. L’imperatore Wuzong della Dinstia Tung che governò dall’ 840 all’846 estirpò il cristianesimo.Furono i missionari gesuiti, che stabilirono contatti regolari tra mondo cinese e Occidente, anche se la Cina rimase relativamente impermeabile all’evangelizzazione cristiana. Nel 1601 fu Matteo Ricci ed altri gesuiti furono ammessi a Pechino. Alla fine del secolo nacquero le prime diocesi in territorio cinese.”

Successivamente la relatrice ha intrattenuto i convenuti parlando del dialogo interreligioso che richiede rispetto, ascolto e conoscenza:

“Ogni religione propone la sua verità, ma nessuna la possiede tutta intera. La Chiesa cattolica nulla rigetta di quanto è vero e santo in queste religioni. Essa considera con sincero rispetto quei modi di agire e di vivere, quei precetti e quelle dottrine che, quantunque in molti punti differiscano da quanto essa stessa crede e propone, tuttavia non raramente riflettono un raggio di quella verità che illumina tutti gli uomini.

Tuttavia essa annuncia, ed è tenuta ad annunciare, il Cristo che è «via, verità e vita» (Gv 14,6), in cui gli uomini devono trovare la pienezza della vita religiosa e in cui Dio ha riconciliato con se stesso tutte le cose.

Il cristianesimo non è una via, ma un incontro tra l’umano e il divino. Questo incontro avviene in Cristo che ha unificato umano e divino.

Presuppone una RELAZIONE tra l’uomo e Dio e tra l’uomo e il suo prossimo. La via che porta alla salvezza e l’AMORE.”

Al termine del simposio,chiuso dal moderatore, è stato dato ampio spazio agli studenti i quali hanno rivolto ai relatori, numerose domande che hanno fatto slittare la chiusura del seminario ben oltre l’orario programmato.

Redazione Laogai Research Foundation Italia Onlus, 24 aprile 2017

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