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Bravo Google

Fedele al suo motto “don’t be evil” Google ha reagito alla censura cinese. Gli esperti del settore hanno dichiarato che il recente attacco è senza precedenti. “Credo che questo sia il più grande e più sofisticato attacco che abbiamo visto negli ultimi anni” ha dichiarato George Kurtz, chief technology officer di McAfee.E’ stato questo attacco, mirato agli attivisti dei diritti umani, che ha fatto traboccare il vaso ed ha portato Google a dire basta alla censura del regime comunista cinese. E così 350 milioni di utenti web cinesi hanno potuto vedere documenti ed immagini mai diffuse, da Tiananmen alle esecuzioni quotidiane. Le negoziazioni con il regime di Pechino sono in corso ma Google sembra determinato. “Siamo consapevoli che la nostra posizione può significare dover chiudere Google.cn ma crediamo che, a lungo termine, sia la decisione giusta anche se perderemo dei guadagni a breve termine”ha dichiarato a BBC News Gabriel Stricker, portavoce della compagnia. I cinesi ringraziano Google. Negli ultimi giorni, davanti agli uffici della compagnia, hanno, infatti, continuato ad accumularsi fiori posati da numerosi internauti. Zeng Jinyan, mogle del noto attivista Hu Jia ha detto “Ho fatto una veglia a favore di Google”. Il dissidente Mo Zhixu ha portato un mazzo di gigli ed ha dichiarato “dobbiamo seguire i nostri principi e proteggere la libertà di parola”. La risposta del regime a Google? Che la censura fa bene. Questa, in sintesi, la tesi sostenuta da Pechino che ha invitato le aziende a sostenere il controllo dello Stato su internet: “L’opinione pubblica va guidata”. Poche, chiare parole che dimostrano come la Cina non abbia alcuna intenzione di cambiare la sua politica oppressiva. L’azione di Google rappresenta un esempio per tutti gli uomini d’affari occidentali che non hanno il minimo scrupolo quando si tratta di fare profitti, anche se questi sono prodotti sul sangue e la pelle dei lavoratori forzati e dei bambini operai internati nei laogai (www.laogai.it)! La storia recente ci racconta di come alcune imprese del web abbiano collaborato con il regime per poter penetrare l’enorme mercato cinese. Il regime ha arrestato decine di internauti. Yahoo ha fornito le informazioni per chiudere in galera per 10 anni Shi Tao, giornalista ed attivista dei diritti umani, la cui unica colpa è stata quella di propagandare via email l’anniversario del massacro di piazza Tiananmen. Cisco ha fornito sistemi di filtraggio al regime. Anche Wang Xiaoning è stato condannato a 10 anni. Nel novembre del 2007, con il sostegno di Harry Wu e della Laogai Research Foundation,  Yu Ling, sua moglie, ha portato alla sbarra Yahoo, lo ha costretto ad ammettere le proprie responsabilità e a chiedere scusa per quanto accaduto al marito. L’allora CEO di Yahoo Jerry Yang, risarcì la famiglia, intervenne con le autorità e versò un considerevole contributo alla Laoga Research Foundation per l’apertura di un Museo dei Laogai a Washington che venne aperto l’anno seguente. Purtroppo Le persecuzioni in Cina non diminuiscono ma aumentano. Il regista tibetano Dhondup Wangchen è stato appena condannato a 6 anni di carcere. Due  monache tibetane, Nordon e Lhawang Dekyi, a due e tre anni di prigione. Liu Xiaobo ha ricevuto una condanna di 11 anni e nello Xinjiang le condanne a morte si contano a decine. Non si hanno notizie di quattro vescovi cattolici nelle mani della polizia: Mons. Giacomo Su Zhimin, arrestato nel 1997, Mons. Cosma Shi Enxiang nel 2001, Martino Wu Qinjing nel 2007 e Mons. Jia Zhiguo nel Marzo 2009. Ma i nostri politici non si rendono conto che il governo cinese è una dittatura comunista che non ha alcuna intenzione di cambiare in meglio? Come si fa a non vedere una verità così lampante che è sotto gli occhi di tutti? Come non comprendere che più il regime cinese si rafforza, più diviene potente, più incassa vittorie politiche ed economiche, più cresce la sua arroganza e la sua brutalità. Membri del governo e del parlamento italiano imparate da Google! Volete capire che la Cina è una dittatura e che l’invasione dei nostri mercati da parte di prodotti, spesso nocivi alla salute e manufatti dal lavoro forzato e dal lavoro minorile, non è solamente immorale ma è anche molto dannosa alla nostra economia? Non avete ancora imparato che tutto ciò che è immorale, sarà presto o tardi, anche deleterio in termini materiali ed economici? Anche il male, come la menzogna, ha le gambe corte!!Toni Brandi

Leggi anche l’articolo su Epolis [1] e sul quotidiano L’Opinione. [2]