Bolle tossiche, un altro caso a Torino

Le bolle di sapone continuano a far discutere: dopo il maxi sequestro di luglio a La Spezia e il caso dei due bambini finiti in ospedale dopo aver giocato con una pistola spara-bolle cinese, è la volta di una bambina di 5 anni che ha avuto la febbre alta dopo il contatto con un gioco simile. Un’altra pistola spara-bolle, assemblata in Cina ma prodotta da una multinazionale danese. Come nel caso dei due fratellini, è successo a Torino, dove il sostituto procuratore Raffaele Guariniello sta indagando sulla faccenda insieme ai carabinieri. La bambina aveva febbre oltre i 40 gradi malgrado i farmaci e un forte arrossamento della gola e delle orecchie. Dopo la segnalazione del caso dei due bambini, le analisi svolte dall’Istituto zooprofilattico di Torino avevano rivelato che nel liquido c’erano sette tipi di batteri. I carabinieri del Nas avevano quindi sequestrato duemila confezioni del prodotto bloccandone la vendita nel negozio di Torino presso cui era stato acquistato, oltre a ordinare al rivenditore di far convergere in quella sede gli analoghi prodotti in commercio presso altre filiali piemontesi e lombarde della stessa catena. L’amministratore delegato della filiale italiana della multinazionale danese che produce il giocattolo, assemblato prevalentemente in Cina, è stato denunciato per commercio di giocattolo pericoloso e non conforme alla normativa di sicurezza. Nei giorni scorsi i controlli dei Nas sulle bolle di sapone sono stati estesi in tutta Italia. «Purtroppo questo giocattolo è diffusissimo e molto usato d’estate dai ragazzini – spiega il maggiore Michele Mario Tamponi dei Nas di Torino -. Se i genitori hanno dei dubbi sulla qualità del prodotto è meglio eliminare il liquido dal contenitore e procurarsi del sapone già presente in casa e sicuro».

Fonte: Corriere della Sera, 16 agosto 2012

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