Bo Xilai verso il processo: espulso dal Parlamento cinese

L’Assemblea nazionale del popolo ha rimosso Bo Xilai, ex segretario del partito di Chingqing, dal suo incarico di deputato. Con questa mossa, il politico perde la sua immunità e potrà essere processato per il suo coinvolgimento nello scandalo legato all’omicidio del faccendiere britannico Neil Heywood e a una serie di tangenti. Finora, gli unici condannati per tali reati sono la moglie di Bo e il suo ex braccio destro. In modo significativo, la decisione del Parlamento cinese arriva ad poco più di una settimana dall’inizio del 18mo congresso del Partito, che si aprirà il prossimo 8 novembre e vedrà la transizione del potere dalla Quarta alla Quinta generazione. Già alla fine di settembre, il Partito comunista cinese aveva deciso per l’espulsione del “principino”, dichiarando che Bo “ha abusato dei suoi poteri di ufficio, ha commesso errori seri e porta con sé le responsabilità maggiori di questa storia. Le sue azioni hanno creato gravi ripercussioni e hanno danneggiato la reputazione del Partito e dello Stato”. In quello che molti considerano il più grande scandalo  mai vissuto dalla leadership cinese negli ultimi 30 anni, per lungo tempo Bo è stato “solo” un’ombra alle spalle di sua moglie Gu Kailai e di Wang Lijun, ex capo della polizia di Chongqing. Secondo la ricostruzione dell’omicidio, Wang ha scoperto l’avvelenamento del faccendiere britannico da parte di Gu: in un primo momento, l’uomo ha nascosto le prove dell’assassinio, per poi rivelarle a Bo. In tutta risposta, questi lo ha sgridato e schiaffeggiato. L’ex capo della polizia è allora fuggito nascondendosi nel consolato Usa di Chengdu, dove ha chiesto asilo politico. Non potendo più far finta di niente, la leadership ha arrestato Wang e Gu Kailai, costringendo Bo a dimettersi dalla sua carica di segretario. Ad agosto, Gu Kailai è stata condannata alla pena di morte (sospesa per due anni, ndr). A settembre, Wang è stato processato e condannato a 15 anni. La caduta di Bo Xilai fa parte del rimescolamento politico che sta sconvolgendo la politica comunista opponendo le varie fazioni della leadership . Il prossimo 8 novembre, con l’apertura del 18mo Congresso generale del Partito, si sancirà la fine del governo di Hu Jintao e la nascita della “Quinta generazione” di leader, guidati da Xi Jinping, attuale vicepresidente. Grazie alla sua politica fatta di populismo, statalismo e revival maoista, Bo era in procinto di entrare nel Comitato permanente del Politburo, i 9 membri (che saranno ridotti a 7) che – di fatto – governano il Paese.

Fonte: Asia News, 26 ottobre 2012

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