Bo Xilai espulso dal Partito

Bo Xilai, l’ex capo della zona di Chongqing, è stato espulso dal Partito comunista cinese e messo sotto inchiesta; sua moglie invece è sospettata ufficialmente di aver ucciso il cittadino britannico Neil Heywood, morto a Chongqing nel novembre scorso. Un breve comunicato della Xinhua afferma che Bo Xilai “è sospettato di essere implicato in gravi violazioni della disciplina” e per questo il Comitato centrale del Partito ha deciso di espellerlo. La caduta di Bo Xilai (nella foto insieme alla moglie e al figlio) è uno dei più spettacolari drammi politici della Cina dai tempi di Tiananmen. Fino a poche settimane fa egli era visto come un uomo di successo, destinato a entrare nel Comitato permanente del Politburo. La sua campagna populista di rivitalizzare il maoismo distribuendo ricchezze ai poveri era condivisa anche da varie frange del Partito, fra cui alcuni “principini” come Xi Jinping, successore in pectore del presidente Hu Jintao. Nel suo tentativo di “pulire Chongqing” dalle triadi mafiose, egli ha usato metodi poco legali e ha arrestato anche centinaia di membri del Partito. A conclusione dell’Assemblea nazionale del popolo, lo scorso 14 marzo, il premier Wen Jiabao ha fatto una critica alle “autorità di Chongqing” per il modo in cui avevano operato nel caso di Wang Lijun.  Questi, ex collaboratore di Bo, divenuto poi suo nemico, si era rifugiato per un giorno nel consolato Usa di Chengdu (Sichuan) per chiedere asilo. Prelevato dalla polizia, è stato trasferito a Pechino e accusato di tradimento. Il giorno dopo Bo è stato sostituito da Zhang Dejiang, alleato di Hu Jintao e ora è pubblicamente caduto in disgrazia. La trama si è infittita ancora di più con voci riguardo un possibile colpo di Stato che Bo stava preparando con l’appoggio di alcune divisioni dell’esercito. La tensione nel Partito è così forte che oggi il Quotidiano del popolo riporta un editoriale in cui si domanda a tutti i membri del Partito di “sostenere con fermezza le decisioni del Comitato centrale”. L’articolo spiega che l’espulsione e l’inchiesta su Bo “mostra il rispetto per i fatti e per la legge”, e testimonia “la determinazione del Partito di mantenere la sua purezza e una posizione chiara per la salvaguardia della disciplina del Partito e delle leggi dello Stato”. Con il suo atteggiamento, si spiega “Bo ha violato in modo grave la disciplina del Partito, causando danni alla causa e all’immagine del Partito e dello Stato”. Dai “fatti” e dalle “inchieste” su Wang Lijun è emerso il legame fra Bo, la sua famiglia e la morte di Neil Heywood. Secondo Xinhua,”Bogu Kailai, moglie del compagno Bo Xilai, e il loro figlio erano in buoni rapporti con Heywood. Ma hanno avuto conflitti su interessi economici, sempre più intensi. Dai risultati delle inchieste, vi sono prove che Heywood è morto per omicidio e per questo vi sono sospetti su Bogu Kailai e su Zhang Xiaojun, un domestico della famiglia di Bo”. In precedenza, la morte di Heywood era stata attribuita ad avvelenamento da alcol. Heywood, 41 anni, viveva a Pechino con la moglie e due figli. Egli era in buoni rapporti con il figlio di Bo, Bo Guagua, aiutato da Heywood a frequentare la Harrow School in Gran Bretagna e l’università John F. Kennedy a Cambridge (Massachusetts). Sebbene la Xinhua e il Quotidiano del popolo continuino a esaltare “la santità” e “la purezza del Partito”, è indubbio che questa trama così complicata di complotti e contro-complotti, faccia venire alla luce la lotta di potere interna al Partito in prossimità con il Congresso che si terrà nell’ottobre prossimo e che dovrebbe vedere il cambio di ben sette membri su nove del Comitato permanente del Partito. La caduta di Bo Xilai ricorda le espulsioni e le accuse contro Chen Xitong, ex capo del Partito a Pechino nel 1995, e il segretario del Partito di Shanghai, Chen Liangyu nel 2006. Ma gli intrighi molto più complessi e l’ombra dell’omicidio di Heywood fanno ricordare ancora di più l’incidente che ha ucciso Lin Biao, sospettato di aver preparato un colpo di Stato contro Mao. Il suo aereo precipitò nel 1971, mentre volava verso la Mongolia. Da morto venne espulso dal Partito e accusato di tradimento.

Fonte: Asia News, 12 aprile 2012

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