Bisogna promuovere una cultura etica contro ogni sfruttamento

Boicottare i prodotti agricoli delle aziende che sfruttano gli immigrati e introdurre una certificazione etica in etichetta, “per premiare le tante persone che rappresentano in maniera pulita l’agricoltura del Sud”. Lo chiede il ministro delle politiche agricole, Luca Zaia, in seguito ai fatti di Rosarno e nell’apprezzare il lavoro “eccezionale” svolto dal ministro dell’interno Roberto Maroni.  

Zaia, in viaggio verso la Cinaper una visita di cinque giorni che prevede tra l’altro la firma di un’intesa sulla sicurezza alimentare e la lotta alla contraffazione, sottolinea come “a monte  chiediamo e auspichiamo che le istituzioni possano risolvere il problema nel segno della tolleranza zero, mentre a valle noi cittadini dovremmo ipotizzare una sorta di obiezione di coscienza che porti al boicottaggio dei prodotti agricoli delle aziende che sfruttano i clandestini”.

“La certificazione etica – aggiunge Zaia- è del resto prevista in quasi tutti i settori produttivi, basti pensare, solo per fare un esempio, che un’impresa edile non può prestare la sua opera nel pubblico e nel privato se non presenta prima le certificazioni di regolarità dei pagamenti dei propri lavoratori e dei vari versamenti effettuati”.

“Inoltre – prosegue il ministro – è importante non accostare il problema Rosarno a quello dei lavoratori stagionali in agricoltura. Ci sono a livello nazionale, da Nord a Sud, migliaia di aziende agricole, e non solo, che hanno voluto affrontare il problema dei lavoratori stagionali immigrati in maniera virtuosa nell’alveo della legalità cosa che invece, a Rosarno, è stata delegata negli anni a gestioni malavitose”.
“Questo per dire – conclude il ministro – che chi applica seriamente le regole non conosce la nuova schiavitù in agricoltura”.

Fonte: Ansa.it per NewsFood.com, 12 gennaio 2010

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