Bao Tong: Nessun progresso per la Cina se non si ripudia il massacro del 4 giugno di Wang Zhicheng

Il grande statista, vittima delle purghe seguite al massacro, fa notare che la corruzione e l’illegalità che dominano il Paese sono frutto dell’imbavagliamento della popolazione e dei media che dura dall’89 ad oggi. Xi Jinping rischia di tradire suo padre, il riformatore Xi Zhongxun, dopo l’incremento del controllo ideologico di questi mesi: si torna ad esaltare Mao e le riforme economiche di Deng, ma non si parla di riforme politiche.

Pechino: “Il [massacro del] 4 giugno va ripudiato in modo completo, come la Rivoluzione culturale.. Mao era il simbolo per la Rivoluzione culturale; Deng [Xiaoping] è il simbolo del 4 giugno…Senza ripudio di Mao Zedong e Deng Xiaoping sarà impossibile ogni progresso per la Cina”. Chi parla è una delle vittime di Tiananmen e del desiderio di riforma presente nella società cinese degli anni ’80, stravolto del massacro e dalla repressione che ne è seguita. Bao Tong (nella foto), 81 anni, era collaboratore dell’allora segretario del Partito, Zhao Ziyang. Per essersi schierato contro l’intervento dei militari sulla piazza Tiananmen, che ha ucciso centinaia e forse migliaia di giovani dimostranti, egli è stato imprigionato per sette anni. Liberato, è stato poi messo agli arresti domiciliari fino ad oggi.

In un’intervista via telefono, pubblicata oggi sul South China Morning Post, lo statista – una delle menti più illuminate della Cina contemporanea – afferma: “Penso che ogni cinese, membro del governo o persona ordinaria, quelli perseguitati o che hanno beneficiato [della repressione], tutti dovrebbero riflettere” su quanto successo il 4 giugno.

Al contrario, polizia, esercito e governo continuano a frenare ogni discussione o pubblicazione sull’argomento; vietano ai giornalisti di interessarsi; oscurano notizie e siti su internet; arrestano dissidenti e avvocati per i diritti umani.

“Se tu copri la bocca di un centinaio di persone – ha spiegato Bao – ci possono essere ancora centinaia, migliaia di bocche che possono parlare… Ma se tu metti a tacere 1,3 miliardi di persone, questo è spaventoso”.

Dopo il massacro del 4 giugno 1989, i molti seminari e dibattiti nelle università sono stati cancellati; i media statali che negli anni ’80 erano divenuti sempre più coraggiosi, sono stati imbavagliati; le leggi in difesa della libertà di stampa sono state bloccate e le riforme politiche – fra cui la separazione fra governo e Partito comunista e la divisione dei poteri legislativo, giudiziario ed esecutivo – abbandonate.

“Se tutte quelle bocche avessero potuto parlare – aggiunge Bao Tong – penso che la nostra società non sarebbe così depravata come lo è oggi… Corruzione, sfruttamento, mancanza di rispetto per la legge: tutto ciò ha avuto il sostegno di carri armati e delle mitragliatrici”.

Il tema delle riforme politiche è riemerso alla ribalta dopo l’elezione di Xi Jinping a segretario generale del Partito e a presidente della repubblica. Xi è figlio di Zhongxun, riformista ai tempi di Mao, che per questo ha subito emarginazione e prigionia.

“Spero che il figlio di Xi Zhongxun farà bene, altrimenti rimarrò molto contrariato”, ha detto Bao Tong. Egli confessa di essere rimasto impressionato dalle parole di Xi Jinping sul valore della costituzione e della legge a cui devono sottomettersi anche i membri del Partito, ma di essere anche “perplesso” dal recente rafforzamento del controllo ideologico lanciato nel Paese.

Di recente un editoriale del giornale dell’esercito ha proclamato la dottrina comunista “la verità dell’universo”; il giornale Guangming Ribao ha riportato frasi di Xi Jinping, secondo il quale se Mao fosse stato screditato subito dopo la Rivoluzione culturale, il Paese sarebbe caduto nel caos. Un giudizio simile viene affermato dai leader cinesi riguardo a Tiananmen: il massacro è servito a garantire stabilità al paese garantendo tutto lo sviluppo economico che ne è seguito.
Bao Tong è di parere diverso: “Alcuni dicono che il nostro modello cinese è il migliore dell’universo e che la nostra verità è la verità dell’universo.. Ma senza ripudio di Mao Zedong e Deng Xiaoping sarà impossibile ogni progresso per la Cina .

Fonte Asianews, 03 Giugno 2013

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