Bao Tong: Il verdetto contro Liu Xiaobo segna la fine della costituzione cinese

L’estensore di Carta 08 processato ieri per “sovversione”, attende la sentenza per domani. Condannare Liu significa condannare la libertà di espressione, pur difesa dalla costituzione cinese. Davvero “sovversivo” è il Partito con il suo modo “arbitrario e monopolistico” di esercitare il potere.
Un verdetto di condanna per Liu Xiaobo, atteso per domani, significa una condanna anche per la costituzione cinese, che in tal modo diviene un documento “nullo e vuoto”.
Lo afferma Bao Tong, già collaboratore di Zhao Ziyang, poi imprigionato per la sua opposizione al massacro di Tiananmen.
Bao Tong è fra i firmatari del documento di Carta 08, il manifesto a difesa dei diritti umani in Cina, pubblicato lo scorso anno, a causa del quale Liu Xiaobo – uno degli estensori – è stato arrestato un anno fa e processato ieri per “sovversione contro il potere statale”. Il suo verdetto è atteso per domani.
Carta 08, sottoscritto prima da 300 e poi da decine di migliaia di cinesi – fra cui membri del Partito –  chiede alla leadership comunista maggiori attenzioni sui diritti umani in Cina e riforme politiche e sociali quali la separazione fra governo e Partito comunista, e la distinzione dei poteri legislativo, giudiziario ed esecutivo. Il documento domanda anche piena libertà religiosa per le comunità di tutte le fedi, accantonando la divisione fra attività “normali” (cioè controllate) e “illegali” (cioè non controllate).
Il processo contro Liu Xiaobo è di fatto un processo contro le richieste contenute in Carta 08, che a loro volta sono iscritte nella costituzione cinese.
Per questo Bao Tong afferma che “se essi [il governo e il Partito] dicono alla corte di giudicare colpevole Carta 08, ciò non significa altro che togliere ai cittadini il diritto alla libertà di espressione, pubblicazione, associazione, protesta e dimostrazione… Ciò significa dare l’annuncio che la costituzione è nulla e vuota”.
Le affermazioni di Bao Tong sono contenute in un saggio pubblicato integralmente da Radio Free Asia. In esso lo statista ironizza sull’accusa di “sovversione”che grava contro Liu Xiaobo.
Partendo dal fatto che la costituzione cinese afferma che “tutto il potere viene dal popolo”, Bao spiega che “sovvertire lo Stato vuol dire togliere il potere al popolo e darlo a qualcun altro. Ogni atto che non ha questo risultato non può essere chiamato sovversione”.
Carta 08 domanda elezioni a tutti i livelli dell’amministrazione dello Stato. In tal senso, chi lede al “potere del popolo” è proprio il Partito.
Restrizioni contro la libertà di espressione e di associazione in Cina sono un modo “arbitrario e monopolistico”, contrario a uno Stato di diritto.
Fonte: AsiaNews, 24 dicembre 2009

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