Bambini rubati in Cina: i genitori si uniscono in protesta

Migliaia di bambini scomparsi e venduti ogni anno. E’ pesante il bilancio che si registra in Cina relativo ai bambini rubati in Cina: i genitori si uniscono in protesta.I genitori privati dei loro piccoli si sono dati appuntamento per protestare, a Pechino, armati di cartelli e foto dei figli, sotto lo sguardo vigile della polizia. Il malcontento è crescente: “Mia moglie ed io non possiamo stare a casa ad aspettare la polizia che lo sta cercando. Più si aspetta più si perde la speranza“, dice il padre di Jingjun, scomparso quest’anno.

IL PERCHE’ DELLE SCOMPARSE – Un fenomeno allarmante. Ed inquietante. I bambini scomparsi in Cina sono destinati alle coppie senza figli che si rivolgono alle bande criminali per ottenere un erede maschio. Altri finiscono per lavorare nelle fabbriche, altri ancora costretti a mendicare per le strade delle città. Le ragazze, invece, sono destinate alla tratta delle prostitute, o a diventare spose nelle zone rurali. La politica del figlio unico in Cina, ha infatti portato le donne ad essere in numero minore. Avere un figlio maschio in un Paese dove l’assistenza sociale è quasi inesistente costituisce una assicurazione per la vecchiaia. La preferenza per i maschi è comune soprattutto nelle zone rurali, dove a volte si preferisce abortire nel caso di nascita di una femmina, a causa del limite di uno o due figli previsti dalle leggi di pianificazione familiare. Si arriva ad uno squilibrio di 130 a 100 nel rapporto maschio-femmina. Nei paesi occidentali è di 107 a 100.

70.000 SCOMPARSE – Sul web è stato creato un sito che elenca più di 2.000 bambini scomparsi e mette in contatto tutti gli sfortunati genitori. Che si sentono comunque indifesi. Nel giorno della protesta non hanno voglia di fare il loro nome a causa della presenza della polizia. Le autorità, dal canto loro, hanno risposto, nel mese di aprile dello scorso anno, con un giro di vite sulla tratta: i funzionari dicono di aver scovato circa 2.400 bande criminali e 16.000 persone detenute. Ma la relazione del Dipartimenti di Stato USA dice tutt’altro: rivela che nonostante gli sforzi significativi, il fenomeno non sembra per nulla arginato. Le segnalazioni di bambini costretti a prostituirsi, ad esempio, continuano senza sosta. Un documentario televisivo britannico, inoltre, ha diffuso cifre inquietanti: ogni anno in Cina verrebbero strappati dalle braccia dei loro genitori fino a 70.000 bambini.

IL DOLORE DEI FAMILIARI – “Mia figlia aveva solo otto anni quando è scomparsa, ha 21 anni ora – dice una donna della provincia dello Shanxi – Sono andata dalla polizia subito dopo la sua scomparsa, ma visto che non posso fornire alcuna prova per la polizia, non possono aiutarmi. Non so nemmeno se la riconoscerei, ma non rinuncio alla speranza di trovarla“. E le ricerche costano. I genitori spendono tutto ciò che hanno: “Un sacco di gente ha già viaggiato in tutte le province della Cina, usando tutti i soldi della famiglia – dice la mamma di un bambino scomparso nel 2009 a Xi’an – Sono disperata e continuerò a cercarlo con tutti i mezzo che ho, non mi importa dei tempi e del disagio“. E la speranza non muore: “Coloro che hanno rapito i nostri figli sono esseri umani, hanno sentimenti. Una volta un rapinatore dopo un lungo periodo ha riportato a casa il bambino perchè, attraverso i media, ha visto il dolore recato ai genitori. Forse un giorno anche mio figlio tornerà a casa in questo modo, ed io lotterò finchè ciò non accadrà“.

Gonte: Giornalettismo.com, 6 ottobre 2010

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