Balzo in avanti di importazioni e esportazioni, ma riprende pure l’inflazione

Le esportazioni cinesi crescono del 45,7% a febbraio rispetto al febbraio 2009, mentre le importazioni crescono del 44,7%, secondo quanto reso noto oggi dall’Amministrazione generale delle dogane. Ma galoppa anche l’inflazione, mentre fonti ufficiali dicono che il debito pubblico in provincia è molto maggiore del previsto.

Il forte aumento di export e import ha sorpreso gli esperti, che preferiscono non azzardare analisi e si limitano a commentare che il dato di febbraio è di per sé poco rappresentativo, dato che proprio l’11 febbraio è caduto il capodanno cinese, momento di grande festa e spesa. Osservano che la crescita delle esportazioni potrebbe essere effimera, finché la domanda dei maggiori mercati cinesi (Usa ed Europa) non registra una vera ripresa.

Peraltro a gennaio le esportazioni erano già cresciute del 21% e le importazioni dell’85,5%. La bilancia degli scambi con l’estero è attiva a febbraio per “solo” 7,6 miliardi di dollari, dopo il +14,2 miliardi di gennaio.

Lu Zhengwei, economista a Shanghai dell’Industrial Bank, ammonisce di prendere il dato con cautela, dato che all’inizio del 2009 l’economia globale aveva avuto forti perdite e osserva che, comunque, la crescita delle esportazioni sta rallentando rispetto a gennaio 2010.

Altri esperti osservano che il dato è falsato dal basso cambio yuan-dollaro, tenuto da Pechino a 6,83 dal luglio 2008, proprio per aiutare le proprie esportazioni. Zhou Xiaochuan, governatore della centrale Banca di Cina, ha osservato il 6 marzo che “presto o tardi” la Cina dovrà rivalutare lo yuan.

Anche per contenere l’inflazione, che secondo dati non ufficiali a febbraio ha visto un aumento dei prezzi al consumo del 2,5% e del 5.9% dei prezzi per i produttori rispetto al febbraio 2009, massime crescite da 16 mesi, mentre non si arresta la crescita dei prezzi degli immobili.

Secondo dati ufficiali, nel dicembre 2009 i prezzi delle case in 70 città cinesi grandi e medie sono cresciuti del 7,8% rispetto al dicembre 2008 e dell’1,5% rispetto a novembre. Secondo l’Ufficio statistico municipale di Pechino, nel 2008 il reddito medio dei residenti è stasto di 44.715 yuan, mentre gli appartamenti sono stati venduti a una media di 15.581 yuan al metro quadro.

Peraltro oggi Jia Kiang, responsabile dell’Ufficio ricerca del ministero delle Finanze, ha spiegato che il debito pubblico “nascosto” dei governi locali è pari a circa 6mila miliardi di yuan (circa 650 milioni di euro), stima che lui stesso definisce “forse non del tutto accurata” ma con certezza vicina alla realtà. Le autorità locali spesso fanno “carriera” ottenendo importanti successi economici. Ma già nel passato è stato accertato che questo ha portato alla diffusione di dati di crescita economica non sempre accurati: ora potrebbero risultare “non corretti” anche i dati delle spese pubbliche.

Fonte: AsiaNews, 10 marzo 2010

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