Avvocati cinesi espongono torture subite: volevano libertà per praticanti Falun Gong

Lu Chen,Epoch Times09.04.2014

Il 6 aprile quattro avvocati per i diritti umani sono stati rilasciati dopo 15 giorni di detenzione da parte delle forze di sicurezza nel Nord della Cina. Hanno raccontato immediatamente quello che era loro accaduto mentre si trovavano in custodia: torture, percosse e abusi verbali, tutto per aver tentato di far rilasciare dei praticanti detenuti del Falun Gong, una disciplina spirituale perseguitata.

Il 20 marzo quattro avvocati, Zhang Junjie, Tang Jitian, Jiang Tianyong e Wang Cheng, hanno visitato la stazione di polizia di Jiansanjiang nel Nord-est della Cina in provincia dell’Heilongjiang, nel tentativo di ottenere il rilascio dei praticanti detenuti.

Nella immagine alcuni cittadini cinesi accolgono l’avvocato Tang Jitian (secondo da destra nella fila dietro) e l’avvocato Wang Cheng (terzo da destra nella fila dietro) all’aeroporto di Pechino il 6 aprile 2014. Domenica quattro avvocati dei diritti umani sono stati rilasciati dopo due settimane di detenzione in un campo di lavoro nella provincia settentrionale dell’Heilongjiang.

Stavano protestando contro la detenzione illegale dei cittadini cinesi in un cosiddetto ‘Centro di Rieducazione legale’ nelle vicinanze, che ha il compito di costringere i praticanti del Falun Gong a rinunciare alla loro fede e di rilasciarli solo a questa condizione. Il Falun Gong comprende cinque lenti esercizi e insegna i principi di verità, compassione e tolleranza. È perseguitato in Cina dal 1999.

Il 21 marzo gli avvocati, nel tentativo di assicurare il rilascio dei praticanti, sono stati a loro volta detenuti.

Tutti e quattro gli avvocati hanno riferito di essere stati torturati. Zhang Junjie, rilasciato il 27 marzo, ha subito tre fratture spinali a causa del pestaggio della polizia. Jiang Tianyong è stato appeso con i piedi che sfioravano il pavimento e le mani legate dietro la schiena, mentre veniva picchiato con un oggetto duro avvolto in un panno.

Anche Wang Cheng è stato oggetto di brutali torture. «Durante il giorno mi picchiavano e mi prendevano a calci, di notte mi appendevano in aria con le manette mettendomi un cappuccio nero sulla testa», ha detto Wang in un’intervista telefonica. «Non ho visto quello che hanno usato per picchiarmi, probabilmente dei manganelli sul mio lato sinistro del petto, sulle costole e sulla schiena».

«Era estremamente difficile e doloroso per me sedermi o stare in piedi e persino respirare profondamente o tossire mi causava molto dolore», ha detto Wang.

Tang Jitian ha riferito di essere stato torturato allo stesso modo e anche costretto a firmare una falsa confessione.

«Mi hanno appeso e picchiato, costretto ad ammettere che ho organizzato la visita al Centro di Rieducazione Legale, che il Falun Gong è la cosiddetta ‘religione malvagia’ e ad accettare altri requisiti illegali», ha detto Tang.

‘Religione malvagia’ è il termine di propaganda scelto dal Partito Comunista per attaccare il Falun Gong dall’inizio della persecuzione.

«Hanno anche minacciato di seppellirmi vivo, di espiantarmi un rene e di mandarmi in bancarotta. Hanno detto che mi avrebbero mandato al centro di rieducazione legale o in un centro di lavaggio di cervello e di sottopormi a ‘conversione forzata’», ha riferito Tang.

Ha aggiunto di aver subito fratture ossee e di avere denti rotti.

I quattro avvocati sono stati inviati separatamente all’aeroporto di Harbin scortati da guardie.
Anche se i quattro avvocati sono stati rilasciati, altri 15 cittadini che hanno protestato con loro contro il centro di rieducazione forzata sono ancora in detenzione, secondo la Chinese Human Rights Defenders.

Sette cittadini sono stati arrestati insieme ai quattro avvocati per aver urlato «slogan di religioni malvagie», secondo quanto ha riferito la polizia. Centinaia di avvocati e cittadini cinesi hanno protestato affinché gli avvocati venissero liberati, con molti di loro che hanno viaggiato nella remota Jiansanjiang, vicino al confine con la Russia, per protestare all’esterno della stazione di polizia giorno e notte. Alcune di queste persone sono state arrestate.

Chen Yanlin, una cittadina attivista, ha pubblicato un articolo sui cinesi difensori dei diritti umani testimoniando ed esponendo le torture che lei stessa ha subito a Jiansanjiang. Chen ha detto di essere stata picchiata dalla polizia che l’ha costretta a firmare una confessione in cui si diceva che aveva urlato slogan del Falun Gong e aveva tenuto striscioni, ma ha detto di non aver fatto alcuna di queste cose.
«Condanno fermamente le atrocità fasciste della polizia di Jiansanjiang!», ha scritto. «Condanno il pestaggio spietato di cittadini innocenti!»

Fonte,EpochTimes,http://www.epochtimes.it/news/avvocati-cinesi-espongono-le-torture-subite-volevano-rilasciare-i-praticanti-del-falun-gong—125957

Luo Ya ha contribuito all’articolo.

English version:
Lawyers Expose Torture After Attempt to Rescue Falun Gong

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