Avv. diritti umani: Zhou Yongkang corrotto? Ha commesso crimini atroci

Larry Ong e Alex Ma , Epoch Times | 18/06/2015

Gao Zhisheng è un avvocato per i diritti umani che sta vivendo di fatto agli arresti domiciliari e che sta ancora cercando di riprendersi dalle torture subite durante la detenzione. In quella che è la sua prima dichiarazione pubblica nel corso degli anni sugli sviluppi politici della Cina, ha parlato del processo contro l’ex capo della sicurezza comunista cinese Zhou Yongkang.

Nella foto: l’avvocato Gao Zhisheng durante un’intervista nel suo ufficio a Pechino il 2 novembre 2005. (Verna Yu/AFP/Getty Images)

In passato, Gao si è dimostrato uno degli avvocati cinesi per i diritti umani più espliciti e diretti, e questa è la ragione per cui è stato oggetto delle intense persecuzioni messe in atto dalle forze della sicurezza. Si ritiene che stia vivendo con i parenti nella provincia dello Xinjiang, la più occidentale della Cina, e che i suoi spostamenti siano controllati e limitati.

Le sue osservazioni riguardo a Zhou Yongkang sono state riferite dalla moglie Geng He, in un’intervista rilasciata a The Epoch Times il 16 giugno in California.

Dopo aver appreso che Zhou – che fino al 2012 ha gestito la polizia, la sicurezza armata e i tribunali della Cina – era stato sentenziato all’ergastolo con tre accuse di corruzione, Gao ha detto: «Zhou Yongkang dovrebbe essere accusato di ‘crimini contro l’umanità’, proprio come Saddam Hussein e altri». Saddam Hussein è stato presidente e dittatore dell’Iraq fino a quando nel 2003 venne destituito in seguito all’invasione delle forze armate statunitensi.

La sentenza di Zhou è stata emessa il 22 maggio a seguito di un processo segreto condotto a porte chiuse ed è stata diffusa pubblicamente solo l’11 giugno. Il 72enne Zhou, un tempo temuto e ritenuto intoccabile, è nella storia del Partito e in qualità di ex membro del Comitato permanente del Politburo è uno dei funzionari di più alto livello a essere stato purgato.

Tuttavia, secondo quanto riferisce Geng He, Gao ha detto che le accuse di corruzione nei confronti di Zhou – per aver accettato tangenti, abusato del potere e fatto trapelare segreti di Stato – sono un «luogo comune» tra gli alti funzionari del Partito Comunista Cinese. In realtà, lo zar della sicurezza dal volto cupo è responsabile di un’istituzione che ha perpetuato crimini ben peggiori: l’Ufficio 610.

Secondo quanto racconta la moglie, Gao ha richiesto a coloro che sono interessati a conoscere le sue opinioni, di focalizzare la propria attenzione su diversi paragrafi della sua terza lettera aperta inviata dalla Cina e indirizzata al Congresso degli Stati Uniti. Nella lettera, Gao richiama l’attenzione sugli abusi dei diritti umani che sono stati perpetrati in Cina dalla polizia politica segreta che Zhou Yongkang controllava.

«In questo momento, con il cuore palpitante e la penna tremolante, sto scrivendo le tragiche esperienze di coloro che sono stati perseguitati negli ultimi sei anni», recitava la sua lettera. «Tra le reali descrizioni di una brutalità incredibile, tra le documentazioni delle disumane torture messe in atto dal governo nei confronti del suo stesso popolo, l’atto immorale che ha particolarmente sconvolto la mia anima è stato soprattutto l’impudica, nondimeno consueta, pratica di usare violenza sessuale sulle donne da parte degli agenti dell’Ufficio 610 e della polizia».

«Durante la persecuzione, i genitali e il seno di quasi ogni donna e i genitali di praticamente ogni uomo, sono stati fatti oggetto di violenza sessuale nel modo più osceno. Quasi tutti coloro che sono stati perseguitati, maschi o femmine a prescindere, prima di essere torturati venivano in primo luogo denudati. Nessun linguaggio o parole potrebbero descrivere o ricreare la volgarità e l’immoralità del nostro governo riguardo a queste azioni. Quale persona a sangue caldo potrebbe permettersi di restare in silenzio di fronte a tali verità?»

Il 51enne Gao Zhisheng adesso non è più in carcere, ha detto Geng He, tuttavia deve ancora riprendersi dalle brutali torture subite nel periodo di detenzione, che comprendevano alcune delle strazianti punizioni fisiche sopra descritte. I denti di Gao sono allentati e spezzati – molti sono stati frantumati o del tutto rimossi durante le torture che gli sono state inflitte – e per lui risulta doloroso persino mangiare. Le autorità cinesi gli hanno negato di farsi visitare dal medico e dal dentista.

Dal 2006 all’agosto del 2014, Gao ha trascorso la maggior parte del tempo in prigione o tra le grinfie delle forze di sicurezza del Partito Comunista. Parte di questo tempo è stato trascorso all’interno di un bunker militare sotterraneo, dove è stato torturato per oltre un mese. In seguito, ha trascorso anni in isolamento dove per pranzo ha ricevuto solamente un panino al vapore e un pezzo di cavolo bollito al giorno – questo è ciò che si ritiene abbia provocato il suo evidente crollo mentale, dal quale solo adesso sembra si stia riprendendo.

Geng He, nota per il suo ottimismo a fronte delle torture inflitte al marito, ha detto che Gao rimane «di ottimo umore» ed è «lucido di mente».

Fonte,Epoch Times-http://epochtimes.it/n2/news/avv-diritti-umani-zhou-yongkang-corrotto-ha-commesso-crimini-atroci-1660.html

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