Auto: Cina supera gli Usa

La Cina supera gli Stati Uniti diventando il primo mercato mondiale dell’automobile. Il sorpasso storico avviene però a marcia indietro, per il continuo arretramento delle vendite in America. Con gli ultimi crolli di gennaio (meno 49% General Motors, meno 40% Ford, meno 55% Chrysler sul mercato domestico), secondo le stime di Detroit le vendite di vetture negli Stati Uniti sono scese sotto la media annua dei dieci milioni di vetture (9,8 milioni per la precisione). In Cina, nonostante una flessione, le vendite sono a quota 10,7 milioni su base annua.

Scatta una nuova misura di aiuto all’industria tessile cinese, che potrebbe riaccendere controversie con l’Unione europea. Il governo di Pechino ha alzato dal 14% al 15% la detassazione sull’export del settore tessile-abbigliamento. Il provvedimento, che riduce i costi e rende più competitivi i prezzi del made in China, è dettato dalla grave crisi del settore, uno dei più colpiti dalla caduta della domanda sui mercati esteri.

Il gruppo Lenovo per superare la crisi da oggi diventa ancora più cinese. Quarto produttore mondiale di personal computer, Lenovo aumentò la sua visibilità e notorietà in Occidente dopo l’acquisizione della divisione personal computer dell’Ibm (tre anni fa). Da allora l’azienda aveva avuto una leadership bi-nazionale, con il presidente cinese e l’amministratore delegato americano. Quest’ultimo, Bill Amelio, era una “star” in Cina e si era fatto apprezzare per la capacità di fondere due culture d’impresa molto diverse. Ma di fronte alle perdite di bilancio e all’erosione delle quote di mercato gli azionisti hanno deciso di voltare pagina. Il chief executive americano è stato sostituito dal presidente Yang Yuanqing, uno dei fondatori del gruppo dal 1989. Alla presidenza Yang è sostituito da Liu Chuanzhi, anche lui uno dei “padri” storici dell’azienda. Lenovo ha appena dichiarato 97 milioni di dollari di perdite nel suo ultimo bilancio trimestrale. Negli ultimi tre mesi del 2008 le vendite sono scese del 20%. Lenovo appare ancora più vulnerabile di altri produttori perché le sue vendite di personal computer sono concentrate soprattutto sulla clientela aziendale, un settore dove i tagli di acquisti sono stati particolarmente pesanti.

La Repubblica,  6 febbraio 2009

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