Aung San Suu Kyi in Italia il 30 ottobre riceverà laurea e cittadinanza a Bologna

Il premio Nobel per la pace verrà per la prima volta nel nostro Paese, con tappe anche a Roma, dove comincerà la sua visita, Torino e Parma. La cerimonia all’Alma Mater inaugurerà l’anno accademico.

di ILARIA VENTURI

Cittadinanza onoraria e laurea ad honorem saranno conferiti alla leader birmana Aung San Suu Kyi il 30 ottobre. Il premio Nobel per la pace, per la prima volta in Italia, sarà a Bologna per la doppia cerimonia, annunciata da sindaco e rettore. Il conferimento della laurea coinciderà con l’inaugurazione dell’anno accademico dell’Alma Mater, come avvenne con il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano il 20 gennaio del 2012.

Una laurea in Filosofia decisa 13 anni fa. L’Ateneo aveva deciso di conferire ad Aung San Suu Kyi la laurea in Filosofia il 7 luglio del 2000, ma il diploma non fu consegnato perché la leader birmana era agli arresti domiciliari.

Allora era rettore dell’Alma Mater Fabio Roversi Monaco e preside di Lettere Walter Tega. Un riconoscimento, si legge nelle motivazioni del consiglio di Facoltà, a una persona che “ha scelto il coraggio di porsi, disarmata, quale segno di una lotta non violenta in vista della riconciliazione”.

Aung San Suu Kyi nel 1990 vinse le elezioni in Birmania con la Lega Nazionale per la Democrazia, ma i militari rigettarono l’esito delle urne e presero il potere con la forza, annullando il voto popolare. L’anno successivo la leader birmana vinse il premio Nobel per la Pace (che ritirò solo nel 2012), e usò i soldi del premio per costituire un sistema sanitario e di istruzione, a favore del popolo birmano.

Dieci mesi prima del voto era stata messa agli arresti domiciliari, con la concessione che se avesse voluto abbandonare il paese, lo avrebbe potuto fare ma non sarebbe potuta tornare; Aung San Suu Kyi rifiutò la proposta del regime. Dopo che il suo caso divenne internazionale, fu definitivamente liberata nel 2010.

Il rettore: “Orgogliosi e onorati”. “Dopo 13 anni si realizza questo ricoscimento, devo dare merito ai miei predecessori, che furono lungimiranti nel conferirle la laurea già nel 2000”, commenta il rettore Ivano Dionigi. “La filosofia è uno dei saperi più concreti e rivoluzionari e Aung San Suu Kyi ha fondato tutta la sua politica sul pensiero e sui principi morali. Una bella lezione per la nostra politica”. La sua presenza, conclude, “ci onora ed emoziona, ci riempie di orgoglio e di responsabilità”.

La cittadinanza votata nel 2008. Il consiglio comunale, presieduto da Gianni Sofri, propose cinque anni fa la cittadinanza onoraria. “E’ un evento fondamentale per la storia della nostra città e della nostra università – non esita a definirlo il sindaco Virginio Merola – sarà una cerimonia intensa”. Per Aung San Suu Kyi si tratta del terzo viaggio in Europa, dopo aver ritirato il Nobel e dopo essere stata a Oxford, l’anno scorso in giugno, dove ha studiato, per il conferimento di un’altra laurea honoris causa.

La cerimonia. Aung San Suu Kyi riceverà la cittadinanza onoraria il 30 ottobre alla 9.30 a Palazzo d’Accursio. La seduta del consiglio comunale sarà introdotta dalla presidente Simona Lembi; a seguire la laudatio di Gianni Sofri e l’intervento del sindaco. Alle 11 nell’aula magna di Santa Lucia si terrà l’inaugurazione dell’anno accademico con il conferimento della laurea secondo il rito medievale.

Alla cerimonia sono stati invitati alcuni monaci buddhisti .

La visita in Italia. Aung San Suu Kyi sarà il 18 ottobre a Bruxelles per ritirare il Premio Sakharov della Comunità europea per la libertà di pensiero, conferitole nel 1990. La sua visita in Italia comincerà il 27 con tappe a Roma, Torino, Bologna, infine Parma. A renderlo noto è Albertina Soliani, la senatrice Pd che da anni segue la vicenda della leader birmana.

Soliani, in delegazione con la parlamentare bolognese Pd Sandra Zampa, ha incontrato il 28 febbraio scorso Aung San Suu Kyi a Naypyidaw. “Le chiedemmo, allora, di venire in visita in Italia”, spiegano le parlamentari. “Averla con noi è un grandissimo privilegio”, osserva Zampa, attuale presidente dell’Associazione parlamentare “Amici della Birmania”. L’Italia, continua, “da tempo la attende”. “E’ una persona straordinaria, porta
fiducia nel futuro e nella democrazia, ne abbiamo bisogno anche nel nostro Paese”, aggiunge Soliani.

Intanto la commissione Esteri della Camera ha approvato una risoluzione che ha ribadito “l’impegno italiano a promuovere il pieno compimento della transizione democratica in Birmania” in vista delle prossime elezioni politiche nel 2015, anche per permettere a Suu Kyi di partecipare attivamente alla vita politica del suo Paese.

La Repubblica di Bologna, 16/Ottobre/2013

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