Attivista cinese torturata e uccisa dalla polizia cinese.

Un’attivista cinese, vittima di svariati abusi durante la sua permanenza a Masanjia, noto campo di lavoro cinese, è morta sotto custodia delle autorità a Liaoning, nel Nord-est della Cina. Si sospetta sia stata uccisa dagli stessi ufficiali.

Il sepolcro della Sig.ra Yang Tianzhi, di 68 anni, petizionista.Hanno ritrovato il suo corpo senza testa

Chen Shenqun, di 58 anni, era stata arrestata mentre stava presentando una serie di petizioni a Pechino ed in seguito detenuta al centro di detenzione di Majialou. Il 20 Novembre la polizia l’ha scortata a Liaoyang e la mattina del 21 Novembre Chen Shenqun ha perso la vita, vittima di un incidente stradale (secondo le dichiarazioni della polizia).

La sorella di Chen, Chen Shentie, suo fratello e il suo ex marito sono stati arrestati  a Jinzhou. Secondo un’amica di Chen, la vittima sarebbe stata uccisa dalla polizia, in quanto petizionista e quindi “scomoda”.

“La sorella di Chen si è rivolta alle autorità cinesi  per vedere il corpo della vittima ma le autorità le hanno negato per motivi di ‘stabilità’ “ ha detto l’amica.

Secondo un video mostrato a RFA, anche i familiari di Chen sono stati arrestati.

Cremazione prima dell’autopsia

I  membri della famiglia di Chen sembrano aver tentato di impedire  la cremazione della vittima che stava avvenendo senza alcun permesso. Lo stesso giorno, a seguito della rissa, dieci persone sono state arrestate. Il dipartimento di polizia di Liaoning nel frattempo, martedì, non rispondeva al telefono.

Honghong Huohuo, attivista, ha detto che tutti i contatti con i familiari  erano stati interrotti. “Verso le ore 23.00 di ieri sera erano tutti agli arresti domiciliari ed i cellullari confiscati” , “e nessun membro della famiglia sembra sia riuscito a vedere il corpo”.

La morte di Chen ha portato scompiglio tra i vari petizionisti di Pechino, che hanno poi reclamato  e quindi sono stati arrestati arbitrariamente, pestati e molestati in vari modi.

Torture e maltrattamenti al Masanjia

Tang, un petizionista di Tianjin, è stato al fianco di Chen per molti anni durante le varie petizioni. “Chen ha iniziato a lavorare nel 1976” , “fino  a Marzo 2003, anno in cui è stata licenziata”. “Chen sperava che il suo licenziamento potesse essere considerato come un pensionamento anticipato ma ad Ottobre del 2004 le hanno detto che non sarebbe stato possibile” ha continuato la fonte. “A seguito della sua richiesta  le hanno tolto lo stipendio e l’hanno inviata in un lager per un anno e mezzo, più precisamente fu detenuta a Masanjia per 18 mesi”.

Secondo alcune fonti, durante la sua permanenza a Masanjia Chen fu torturata e maltrattata. Dopo il rilascio fu spedita in un centro psichiatrico, tenuta agli arresti domiciliari e sotto sorveglianza. Nel viaggio di ritorno verso Pechino, Chen sarebbe poi stata picchiata a morte.

Una compagna di galera di Chen crede che qualcuno si fosse finto Chen e le avesse rubato lo stipendio.  Ecco perché Chen avrebbe portato avanti così tanti reclami per cosi tanti anni.

Estesi abusi

Un’altra compagna di carcere ha spiegato in dettaglio il regime di torture e abusi giornalieri, la mancanza di un’assistenza medica e il tempo infinito e snervante trascorso al Masanjia. Al Masanjia, le donne venivano viste come piantagrane e spesso detenute senza un vero processo anche fino a quattro anni.

Nel 2013, il governo cinese ha finalmente dichiarato di smettere con il sistema di ri-educazione tramite lavoro ciò nonostante, molti campi rimangono ancora attivi sotto altre denominazioni.

Secondo alcune testimonianze dal campo di lavoro, molte donne sono morte dopo la loro detenzione per tumore.

Il gruppo di petizionisti sarà arrestato e maltrattato se non fermano i reclami.

Alcuni attivisti del Sichuan si sono allarmati della morte del petizionista Yang Tianzhi, di 68 anni, avvenuta durante il suo arresto. Hanno ritrovato il suo corpo senza testa. Non ci sono ulteriori sviluppi del caso.

Fonte, RFA,22/11/2016

Traduzione E.R:. Laogai Research Foundation Italia ONLUS

English article,RFA:

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