ASEAN: Cina sul ring

Passata la fase luminosa dei sorrisi, all’APEC ora si passa a discutere su temi parecchio contestati. Si tratta delle questioni riguardanti i confini contestati, le dispute territoriali e marittime mai risolte che ogni tanto tornano in auge a rovinare la festa. E torna quindi la maretta tra i dieci leader dell’Associazione delle Nazioni del Sud Est Asia da una parte ed il colosso Cina dall’altra, almeno così si prevede nella due giorni che va a svolgersi tra ieri ed oggi.

Il Myanmar, un noto confinario amichevole della Cina, con i suoi 2.200 chilometri di confine, per la prima volta è Presidente di turno dell’ASEAN, nel tempo storico in cui la Cina sempre di più conferma le sue mire assertive su tutti i contenziosi territoriali in atto in special modo nel cosiddetto Mar Cinese Meridionale, variamente definito e chiamato dalle altre Nazioni coinvolte nelle annose dispute.

Il Mare contestato, ancorché ricco di varie risorse, location tra le principali al Mondo per la sua tratta particolarmente interessante dal punto di vista delle risorse ittiche e per questioni di logistica e strategicamente collocate sul Mappamondo, è reclamato in parte dalle Filippine (che fanno riferimento alle acque che loro chiamano Mare delle Filippine Occidentali), dal Vietnam, dalla Malaysia, dal Brunei che sono tutti Membri ASEAN e da Taiwan che non fa parte dell’ASEAN ma che viene interamente reclamata dalla Cina.

Dopo l’inaugurazione ufficiale del 25mo Summit ASEAN, la sessione Plenaria dei leader asiatici ha poi fatto seguito, come pianificato, presso il Centro Myanmar Convegni Internazionali Ruby Hall. La sessione Plenaria della durata di due ore e mezza, ha previsto la partecipazione di tutti i 10 membri ASEAN con i loro interventi verbali.

Il Segretariato ASEAN, in un proprio comunicato ufficiale emesso subito dopo l’apertura formale del Summit così recita: «Al Summit, temi regionali e internazionali di comune interesse e preoccupazione comune saranno posti in cima all’agenda delle discussioni, soprattutto quelli che hanno impatto significativo sulla pace e sulla stabilità nella regione come le tematiche relative al Mar Cinese Meridionale».

Questa è –di fatto- la prima volta che –ad esempio- le Filippine si ritrovano di fronte alla Cina con tutti gli altri Paesi che hanno reclami territoriali in corso con il colosso asiatico, dai tempi in cui le Filippine stesse hanno trascinato la Cina di fronte all’ONU presentando la richiesta della istituzione di un arbitrato internazionale presso le Nazioni Unite per stabilire in via definitiva la supremazia delle leggi marittime e contrapponendo tutto questo all’insistenza della Cina su richieste territoriali che ormai hanno assunto la rilevanza di fattore storico.

A causa della sua tradizione volta al consenso, l’ASEAN finora non ha adottato una posizione omogenea di gruppo ed univoca sul conflitto diplomatico in atto nel Mar Cinese Meridionale e non ha ancora adottato un comune Codice di Condotta per evitare l’escalation nelle tensioni dell’area. La Cina ha rifiutato di avviare una discussione di gruppo con l’ASEAN sul tema del Codice di Condotta sul Mar Cinese Meridionale ed ha ripetutamente insistito sul fatto che preferisce colloqui bilaterali con ognuno dei Paesi con i quali vi è una situazione di conflittualità territoriale.


L’indro, ASEAN-Cina sul ring , 13/11/14

English article: India’s PM Modi : ‘Look East Policy’ now ‘Act East Policy’

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