Artigiani, il made in Italy paga? Polemiche dopo la puntata di Report

Per tanti Moncler c’è anche un Cucinelli che dà speranza all’artigianato e al made in Italy: ecco il suo esempio a Report.

 

Ha suscitato scalpore e polemiche l’inchiesta di Report sui piumini Moncler. Il caso fa riflettere sulla condizione degli artigiani e sulla tutela del made in Italy, sempre più spesso snobbato in nome del taglio dei costi. Di fatto questi prodotti che si fregiano del marchio made in Italy di italiano hanno ormai ben poco, soprattutto se ci riferiamo alla grande distribuzione.

La salvaguardia della tradizione, sartoriale e non solo, si cela proprio nell’attività delle PMI, nelle realtà imprenditoriali locali. Come hanno dimostrato le telecamere di Report infatti nel caso dei piumini d’oca la materia prima viene ottenuta nell’Est Europa (con tecniche peraltro moralmente ed eticamente condannabili nonché illecite e senza la pettinatura che invece sarebbe obbligatoria) ma non solo: la manodopera è delocalizzata perché il costo del lavoro all’estero è inferiore.

Moda italiana: i grandi stilisti che producono in Est Europa

Purtroppo Moncler in questo senso non è assolutamente un caso isolato da condannare ma al contrario somiglia tristemente alla norma. Non che non esistano eccezioni. Una tendenza che ha costretto molte PMI italiane al fallimento perché non impossibilitate ad affrontare la concorrenza e ha comportato anche un aggravamento della crisi occupazionale degli artigiani italiani la cui manodopera “costa troppo” rispetto al lavoro di operai cinesi, rumeni o del Bangladesh.

Il made in Italy è stato così svenduto per poche decine di euro: basti considerare che il capo più elaborato della produzione Moncler costava 55-60 euro in fabbrica e circa 30 euro in meno in Romania. E purtroppo, lo ribadisce la trasmissione, Mocler non è l’unico: nella Transnistria, dove le telecamere non hanno accesso, si fanno affari con Prada, Armani, Dolce e Gabbana e tanti altri stilisti italiani.

Cucinelli e il coraggio di fare impresa in Italia

Ma Report ha voluto mostrare anche l’altro lato della medaglia: Cucinelli è oggi l’unico imprenditore del lusso made in Italy che può veramente dirsi tale. La sua azienda di cashmere a Solomeo, in Umbria, oggi conta 1270 persone a lavorare: “I nostri artigiani li paghiamo circa il 15% in più dei nostri dipendenti e operai normali, più degli amministrativi”.

E se le quotazioni di Moncler in borsa poche ore dopo la messa in onda di Report erano scese del -3,8%, speriamo che quelle di Cucinelli salgano e che il suo sia un esempio per molti altri imprenditori italiani. Credere nell’artigianato e nel made in Italy vero paga? Evidentemente si visto che secondo Forbes Brunello Cucinelli è tra i più ricchi imprenditori della moda. Lui non nasconde la sua ricchezza: “sono ricco” dice a fine puntata ma siamo sicuri che la sua non è una ricchezza che viene voglia di colpevolizzare o condannare

di Alessandra De Angelis,Investire oggi, 04/11/2014

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